beirut

[Sarpi – Shanghai - Beijing +30] Flash Back

Beijing e dintorni — Inviato da beirut @ 02:22

*** A Cla, senza la quale non avrei potuto fare finta di fare le foto. E' una mera scusa per salutare una delle poche persone cui mai comprerei un biglietto senza ritorno :-***

Stamattina vento in faccia, alzo le braccia, scuota la testa, bestemmio per i motociclisti che suonano quel cazzo di clacson anche quando non ce n'è affatto bisogno, poi ho freddo, poi ho caldo. Bentornato a Shanghai, sembrano dirmi. E mi muovo svelto, e quando qualcuno mi guarda mi viene da dirgli, "Hey è un mese che faccio sta strada, ormai non dovrei più sembrarti così strano". Ma tant'è. Anche se al mattino i cinesi sono talmente concentrati che perdono ben poco tempo a osservare gli stranieri....

E allora ecco un po' di foto di Beijing, Tien An Men e Città Proibita, giusto per rituffarmi nel week end, che qui sto ravanando nei torbidumi lavorativi e ogni giorno ce n'è una, ogni giorno un'emergenza, un incontro, una mennnata. Quando ho detto ai miei amici shanghaiesi che Beijing mi pareva decisamente più quieta e calma, non volevano crederci. Vabbè: a chi abita a Shanghai stanno sul cazzo i pechinesi e probabilmente vale anche il contrario. (Continua)

[Sarpi – Beijing +29] Hot S_Pot

Beijing e dintorni — Inviato da beirut @ 01:29

Ieri avrei voluto approfittare della rete wireless gentilmente offerta dal Bar in cui ero, cazzeggiando e in attesa di salutare Beijing per tornarmene a Shanghai, ma, mistero della fede di noblogs, era impossibile pubblicare....Neanche tempo di salire sul treno che già mi comunicavano - i miei solerti compagni di lavoro tendono a confondere la domenica con il lunedì - che dovrò tornarci. A sto giro prenderò l'aereo.

Il bar, nella foto che ho preso dal loro sito, è esattamente di fronte alla stazione di Beijing. Dopo qualche ora avevo il treno, pioveva e mi ero stracciato di camminare, ho preso un cappuccio, due biscotti e mi sono coricato sulle loro splendide poltrone.

La sensazione di tornare indietro, da un lato era piacevole, perché un po' mi sembrava di tornare a casa, oggi è un mese che sono in China, dall'altro ero dispiaciuto di essere stato solo tre giorni nella capitale con due giorni di completo turismo andato a male per incontri mennate. Beijing, alla fine, con il suo andamento lento, la sua quiete rispetto a Shanghai, mi ha un po' conquistato, ponendomi in un'ottica decisamente più introversa di Shanghai, città ben più abituata ad essere guardata e broccolata, piuttosto che pensata e corteggiata finemente. (Continua)

[Sarpi – Beijing +28] Rep Etra

Beijing e dintorni — Inviato da beirut @ 18:16

Lo so. Sono indietro di un giorno. Ma sono stato alla Città Proibita, veleggiando tra i locali dell'Accudimento dell'Eleganza, stupendomi della Torre dell'Imperiale Godimento Del Panorama e immaginando la Stanza Della Purezza Celeste. Tutto presentato da cartelli che recitano “Thanks to American Express”, come se lo avessero creato loro tutto sto anticume favolistico, costato vita e sangue e potere, che neanche la lettura de Il Sogno della Camera Rossa mi aveva fatto fantasticare.

Beijing, la sonnolenta Beijing, tra cantieri che proseguono di notte, non solo perché ci sono le Olimpiadi il prossimo anno, qui i cantieri lavorano sempre 24 ore su 24 (un tipo di Beijing mi ha detto eh ma di notte li pagano di più, si certo 20 yuan anziché 10....) e i cui rumori sostituiscono nelle mie orecchie i fastidiosi clacson della più frenetica Shanghai, mi ha regalato le 4 ore di migliore autismo solitario da quando sono in China, immerso in una altro mondo, dove neanche i turisti e gli altri visitatori sembrano poterti dare fastidio. Ogni pietra ha un nome, ogni drago una sorte, ogni clessidra un tempo che rimane appeso ai secoli fino alla sua morte. (Continua)

[Sarpi – Beijing +27] Risaie Express

Beijing e dintorni — Inviato da beirut @ 16:09

Arrivo, come al solito, di corsa e trafelato al treno. Parte alle 19.44, alle 19.20 sono ancora in metropolitana pensando che, nell'ordine: mi avevano detto che erano solo tre fermate di metro, ma non di 10 minuti di percorrenza l'una dall'altra, ho dimenticato la guida, ho dimenticato anche il cavetto della macchina fotografica (grazie cla :-) almeno una ce l'ho...) e non ho ancora comprato l'acqua e qualcosa da mangiare. Penso che dovrò farmi dieci ore di viaggio, sono digiuno, di solito sui treni non riesco a dormire, fa un caldo umido che neanche Milano d'Agosto e so già che sul treno avrò freddo che qui l'aria condizionata se non porta a temperature di meno qualcosa non va bene.

Supero i controlli, mi perdo una, poi due, poi tre volte, ma non so come salgo sul treno. Si certo, mi riempiono di parole ma non capisco una mazza. Per fortuna il mio lettino è in basso, perché sono talmente rintronato che non so se sarei riuscito a salire su quello sopra. Nel mio scompartimento ci sono due tipi: uno grosso che già prevedo sarà la causa del mio non sonno, deve russare come un matto, penso, l'altro un ragazzetto il cui cellulare squilla ogni tre secondi. Sono sopra, loro due.

In basso, di fronte a me c'è una tipa che può avere dai 40 ai 60 anni, non riesco a capirlo. Sta leggendo un giornale e lo farà per quasi tutta la notte. (Continua)

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