beirut

[Supporto Legale] Sud Ribelle: chiesti 50 anni

Dazebao — Inviato da beirut @ 18:32

50 anni di pena, questa la richiesta del pm per gli imputati del Sud ribelle. Siamo giunti alle battute finali del processo che si tiene a Cosenza e che vede coinvolte 13 persone, accusate a vario titolo di associazione sovversiva, ai fini di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il Global Forum di Napoli e al G8 a Genova nel luglio 2001 e creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato. Niente male, come impianto.
Un processo che fin dalle sue premesse si farà ricordare come tragicamente farsesco, grottesco, una commedia all'italiana, più 'I Mostri', che non 'I Soliti Ignoti'. I momenti in cui non si ride, corrispondono con la lettura delle ichieste del pm Fiordalisi, voglioso di prendersi qualche attimo di gloria. Peccato sia oscurato dalla querelle Prodi si, Prodi no.
Le pene vanno dai 2 anni e sei mesi ai sei anni. Per tutti gli imputati sono state richieste anche misure di sicurezza, da tradursi in libertà vigilata per periodi che vanno da un anno a tre anni. Le comiche però non mancano nell'iter processuale: è il 2002 quando alcuni piccoli funzionari di polizia si fanno il giro delle procure d'Italia per trovarne una disponibile a mettere sotto processo la rete di attivisti che organizzò il controvertice di Napoli 2001. Incontrano molte porte in questo peregrinare: gli sbattono tutte in faccia tranne na, quella della procura di Cosenza e del pm Fiordalisi il cui imperituro ricordo si lega a quattro inchieste del CSM su di lui e ad inchieste particolari: fu lui a chiudere l'inchiesta sulla Jolly Rosso nave facente parte del progetto COMERIO, su cui anche Ilaria Alpi stava seguendo la pista. E' il 15 novembre 2002 le case di decine di attivisti di Napoli, Cosenza, Taranto, Vibo Valentia, Diamante e Montefiscone, vengono nottetempo devastate dalle perquisizioni delle forze dell'ordine: il risultato è venti persone arrestate, ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari, quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta, computer, libri, intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche.
Ancora una volta ci tocca dire "Nessun rimorso": come per Genova, così per Napoli non ci può essere alcun rimorso in chi ha tentato di opporsi al otere economico mondiale. Per questo, per dimostrare a questi 13 imputati di non essere soli, saremo in piazza a Cosenza il 2 Febbraio.
La Storia siamo noi.
Supportolegale



[Genova] You're big in Japan

Dazebao — Inviato da beirut @ 12:11

 

Azione di Solidarietà in Giappone
Supportolegale.org

 


[Precaria] San Precario & Friends

Dazebao — Inviato da beirut @ 12:27

L'arte dell'arrangiarsi è l'anticamera della poesia

VENERDI' 7 DICEMBRE 2007 alle 21.30 al Barrios:
SAN PRECARIO & FRIENDS!

Un free style musicale, letterario e poetico in compagnia di:

Vincenzo Cinaski, Sam Paglia, Folco Orselli, Dave Muldoon, Flavio Pirini, Walter Maffei, Walter Leonardi, Matteo Speroni, Gianmarco Pozzoli, Gianluca de Angelis e molti, molti altri.

Troverai anche altre sorprese, City of Gods e voglia di CospirAzione Precaria.

Vieni a sostenere la tua freepress preferita (in fondo luoghi, numeri, info)

***** *****
Cosa accadrà durante la serata?
Questo non può saperlo nessuno, non perché sia un mistero (come i tanti che hanno attraversato la storia del nostro paese), ma perché quando l’onda sale non resta che cavalcarla....

# Essendo noi inguaribili sognatori pensiamo che una collaborazione fra artisti precari e artisti della sopravvivenza (come lo sono tutti i precari) possa dare luogo ad un cocktail micidiale fatto di creatività, pensiero critico ed emozioni e in grado di unire, come si suol dire, l'utile al dilettevole. D'altronde come più volte ha detto San Precario: l'arte dell'arrangiarsi è l'anticamera della poesia. Mentre la rassegnazione è una noiosa sala d'attesa.
La poesia e la noia, l'anticamera e il tunnel, costituiscono la rosa degli eventi (opposti) attraverso i quali un precario sceglie il proprio futuro.
La serata San Precario & friends è la bussola.

# Per chi invece preferisce la sciorinata spieghiamo in altro modo i concetti sopra esposti
Negli ultimi anni si è sviluppato nella metropoli lombarda un forte movimento contro la precarietà che è stato in grado di imporre linguaggi, immaginari e riferimenti interpretativi da cui poi si è abbeverata l’intera classe politica e sindacale nostrana. Se da un lato Milano rappresenta la culla e la patria del lavoro precario dall’altra questa città produce quei modelli esistenziali, culturali e sociali attraverso i quali la situazione attuale si rende possibile. L’individualismo sfrenato, la fine dei diritti, la proliferazione dei contratti truffa sono diventati “per molti”, grazie ad una potente opera di maquillage, un’opportunità di sviluppo più che una disgrazia collettiva. Per invertire la tendenza molti precari e precarie, dei più svariati ambiti lavorativi, hanno deciso di investire il proprio impegno e la propria attenzione proprio in quei campi – comunicazione, produzioni di simboli, nuovi conflitti, nuovi diritti - in cui sembra essere maggiore il gap che separa la sinistra, il sindacalismo, le idee di solidarietà e di conflitto, da un sociale che, per quanto precarizzato, sembra guardare altrove.

San Precario, la Mayday (il primo maggio precario), Serpica Naro, la madrina dei lavoratori della moda e della conoscenza, City of Gods il free&free press dei giornalisti in via di precarizzazione sono solo alcuni degli esempi di questa produzione.
C’è da aggiungere che per la magistratura, gli arredatori, i costruttori di tunnel e per molta parte della politica la lezione Mayday non è servita a molto. Da qualche anno a questa parte piovono reati di ogni genere che contestano crimini a dir poco fantasiosi e descrivono queste iniziative come incubatrici di terrorismo. La creatività di queste costruzioni teoretiche e processuali alcune volte ci preoccupa, altre ci sorprende ma disgraziatamente ci impegna oltre misura dal punto di vista umano e da quello legale. Ma riderci, male non può fare.

*VENERDI' 7 DICEMBRE* dalle 21.30 AL BARRIO'S
SAN PRECARIO & FRIENDS!
Teatro Barrios
Via Barona angolo via Boffalora
MM Romolo +Bus 76
Bus 74/59
tel. 02 89159255

special thanks to
www.virgolaz.it
powered by City of Gods


[Genova] Promosso Luperi!

Dazebao — Inviato da beirut @ 20:20

L'è cheita una bagascia in ma...si fa per dire...(tempo addietro a Genova, le prostitute non potevano andare ad esercitare, diciamo, nel porto. Pare per ovvi motivi, quindi la frase indica: stuporone).

E allora andiamo. Giovanni Luperi, ex capo dell'Ucigos, aumma aumma del gran visir dei birri, ex capo, ma saldamente nel gabinetto di Amato, Gianni de Gennaro, insomma Luperi, imputato al processo Diaz è stato promosso. Niente meno che vice capocchia dell'ex Sisde, mica grancazzi.

Ora penso che pochi saranno stupiti di tali cose. La domanda è: la volete ancora quella cazzo di commissione di inchiesta?

Seguiranno news e simpatici ritratti dei personaggi in questione.



[Sciopero] Prossimamente

Dazebao — Inviato da beirut @ 14:55

[Sarpi - Shanghai +101] Il Poliziotto Cinese Virtuale: Eccolo.

Dazebao — Inviato da beirut @ 05:43

«È nostro dovere spazzare via le informazioni che sono dannose per il pubblico e nocive per l'ordine sociale», sostiene Zhao Hongzhi, vicedirettore dell'ufficio per il controllo di Internet della polizia di Beijing. Tra i siti da censurare, Zhao indica «quelli che incitano alla secessione, promuovono la superstizione, il gioco d'azzardo e la frode» oltre a quelli pornografici.

L'iniziativa partirà dal primo settembre e ovviamente farò in modo di catturare l'apparire dei due baldi poliziottini sul mio schermo. In generale la trovata del Governo cinese non sorprende: la censura dell'Internet nel Celeste Impero non è una novità, né costituisce una novità il fatto che, con la scusa di censurare contenuti ritenuti sconci, si voglia in realtà colpire ogni genere di contenuto ritenuto dissidente. Casualmente l'accelerata censoria cinese avviene (dopo il divieto di nickname per i blog) proprio nel momento in cui si avvicina il Congresso del partito, il diciassettesimo, a metà ottobre e proprio a un anno dalle Olimpiadi. Nulla deve fuoriuscire.

La parte più sorprendente è, credo, in generale, la tecnica di controllo dei cinesi. Il Governo sovrasta ogni forma di comunicazione, ma si tratta di un controllo innanzitutto diffuso e in secondo luogo, potremmo definirlo, dal basso. Ovvero - al contrario di quanto scritto da giornalisti che amano scrivere di China con il loro culone schiacciato su una comoda sedia a Milano, perché loro sono compagni e hanno succhiato Mao e stalinismo fin da tempi immemori, salvo rifilare cocktail di agenzie e non capire evidentemente neanche tanto bene l'inglese - si basa esclusivamente su fenomeni che, senza usare termini aulici, si possono tranquillamente bollare come delatori. Sempre per quei giornalisti: almeno le agenzie leggetele bene, visto che perfino l'ansa si è accorta che cliccando sulle icone gli utenti si metteranno in contatto con il sito web del centro di sorveglianza di Internet a cui potranno riferire di attività illegali o dannose, e lo scrivo che oggi il mio oroscopo mi consiglia di mandare messaggi chiari...

 (Continua)

[Sarpi - Shanghai +99] A Pechino il nickname è fedele alla linea

Dazebao — Inviato da beirut @ 03:57

Internet censurata In vista del congresso del partito e delle olimpiadi, la Cina vieta l'uso di nomi diversi da quelli ufficiali. In nome degli affari Microsoft e Yahoo! accettano le limitazioni

Giulio Abbadie (:)

Wang Xiaofeng non avrà problemi. Considerato dal «Times» uno dei 15 più influenti opinion leader mondiali nel 2006, potrà continuare senza alcun problema le attività del suo famoso blog (12mila visite al giorno), parlando di cultura, arte, entertainment e oscillando tra i suoi personaggi preferiti, Bart Simpson e Borat. Nel suo blog, infatti, pubblica i propri post con nome e cognome, senza ricorrere a nickname: una pratica gradita dal governo cinese che ha spinto affinché, alcuni giorni fa, la Internet Society of China (Isc), chiedesse a tutti i provider di sottoscrivere un codice di comportamento che invita tutti i blogger a postare con nome e cognome. Basta nickname, solo blog ufficiali con notizie ponderate e soprattutto con la possibilità di risalire facilmente all'autore. Non tanto on line, quanto fuori dallo schermo in caso di messaggi poco graditi. Tutti i provider, compresi Microsoft e Yahoo, non nuovi a concedere immediati sì ai diktat del partito, hanno accettato. I colossi si giustificano dicendo che in Cina bisogna accettare le regole cinesi. La verità è che il mercato Internet cinese è in espansione e non può essere mollato. (Continua)

[Sarpi – Shanghai +65] Cognitario's Corner

Dazebao — Inviato da beirut @ 08:33

Salto temporale, + 65, come i miei giorni cinesi ad oggi. Non avrei mai potuto colmare la distanza, non è che sono un post-producer full time. E nei prossimi giorni mi sa che sarà a secco che sarò sempre incasinato...lǎo bǎn are coming...Cominciano a scorrere i titoli di coda, ultima settimana in Zhong Guo, in attesa della colonna sonora, qualche riferimento bibliografico di quanto ho divorato in questi due mesi. Tralascio saggi e libri di storia, che tanto vale cercare su Internet, sui romanzi invece mi sento di poter dire qualcosa. La stanchezza mi sta rendendo decisamente pigro, ho superato i miei due giorni peggiori stando a effemeridi, transiti, trigoni e quadrati disegnati sul mio oscuro tema natale. Purtroppo mi rimane indigesto, questa settimana, la predizione della mia personale scimmia che indovina preferita, ovvero il buon Rob Brezsny, dalle colonne di Internazionale. Che minchia mi volevi dire questa settimana? Non ho capito, Rob.

 (Continua)

[Sarpi - Shanghai +53] Pirateria e Media in Zhōng Guó (prima parte)

Dazebao — Inviato da beirut @ 15:16

***grazie alla connecton audax-socio che mi ha terapizzato a distanza. Per alcuni minuti avevo pensato di aver perso tutto il blog, poi tutto è riappararso inspiegabilmente...:-) ***

Prima parte dei post sulla pirateria e i media in China. Qui c'è l'intro, dove si spiegavano alcune preliminari informazioni. Eravamo arrivati a queste piccole e poche frasi...ovvero che per la gran parte dei cinesi negli anni 80 l'attuale comunicazione era un enorme buco nero....

Questo non valeva per chi, nella scala gerarchica, era al top: nei giorni bui della rivoluzione culturale la moglie di Mao si godeva i film della Disney, mentre le masse venivano educate o rieducate con le opere dei classici (una noia mortale per i cinesi: magari a noi può sembrare esotico o chissà che: ho letto con avidità il Sogno della Camera Rossa, trovandolo fantastico da un punto di vista narrativo e evocativo. I miei amici ancora un po' vomitano quando gliel'ho nominato. E' un classico che si studia a scuola, piace solo alle ragazze. Sarà, l'unica ragazza a cui l'ho chiesto mi ha risposto, Ah si, boh mi pare di aver visto da piccola una specie di fiction su quel libro...). (Continua)

[Sarpi - Shanghai +51] Pirateria e Media in Zhōng Guó (intro)

Dazebao — Inviato da beirut @ 03:46

***intanto grazie a Katia che nella notte mi ha destato con un sms. Mai così gradito: il supercapo che viene mandato via e pure indagato - ed era l'ora - per il g8. Per Colucci? Fournier? O forse – anche se non tecnicamente – grazie a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno raccontato gli eventi e grazie a che li ha aiutati a farlo? Mi viene fuori perfino il latinorum...Testibus, non testimoniis creditur. :-))) ***


Richiesto, sollecitato :-) da Espanza, eccomi a scrivere di pirateria. Ok Espanz, possiamo partire con il nostro piano globale totale...aspetto il tuo film, così lo linko, esattamente qua...:-) 

In realtà ho deciso di imbarcarmi in qualcosa di più serio. L'impressione che ho dopo due mesi in China, occupandomi, bene o male, di comunicazione è che qui si sia in un nuovo periodo molto simile al nostro boom della new economy. Le università che vanno per la maggiore sono quelle che propongono sofisticati corsi di marketing, economia (specie per stock market e capacità di arricchirsi in fretta), design. Piccole web company lavorano per Nike, Heineken, con progetti da 50mila euro l'uno, quando il progetto è “piccolo”, vanno in Borsa, scoppia l'ecommerce- mania, mentre in Europa si parla di crisi delle piattaforme di vendita on line. Anche gli studenti vogliono i soldi facili, ci si arrangia: prestiti da amici e tutto ciò che è illegale, pirateria compresa. La questione è che, se la nostra new economy ha impiegato 3 anni per svelare il suo flop, qui probabilmente ce ne vorrà molto meno, perché i tempi corrono a una velocità infinitamente più rapida. (Continua)

[Sarpi - Shanghai +45] Arrestate quel pischello!

Dazebao — Inviato da beirut @ 14:53

I fatti: quello che vedete affianco è un annuncio apparso la mattina del 4 giugno tra le pubblicità di un quotidiano cinese, Chengdu Evening News. A pagina 14.

C'era scritto: "Salute to the strong mothers of June 4th victims!".

Altre madri, altri massacri senza numeri. Sette senior editor del giornale sono stati licenziati in tronco, pare. Il responsabile della pubblicità è stato arrestato.

Probabilmente la notizia sarà giunta anche in Italia.

 

 (Continua)

[Sarpi – Shanghai +39] Morte di un leader

Dazebao — Inviato da beirut @ 10:39

Sai che è morto il vostro vicepremier?

Eh?

Davvero!

Hey guarda che qui in China creare notizie false e tendenziose è pericoloso, devo chiamare la Polizia? :-)

Hey cazzo è morto davvero.

Ok andiamo a vedere.

Anche il mio amico usa Xinhua, l'agenzia di stampa governativa. Ci mette un po' a caricare. (Continua)

[Sarpi – Shanghai +23] Champagne Molotov

Dazebao — Inviato da beirut @ 15:05

Dopo aver passato la domenica a zonzo ed aver approfittato del fresco fornito a gratis dall'Expò sulla pubblica sicurezza, in corso nel palazzo a Shanghai che un tempo aveva sancito le felici (ma brevi) relazioni sovietico cinesi...(una miriade di stand con telecamere, scanner, videocitofoni, cassette di sicurezza e robe da fare impallidire Ris, Scientifica e pure gli agenti segreti che danno la caccia al divo Scolfield...), scopro con stupore "la" notizia [segnalatami via mail anche da cauz...]. Te pareva che qualche giorno prima di andare a Beijing, non dovesse scoppiare un qualche casino, tra l'altro proprio vicino al periodo caldo in cui nell'89 si consumò la tragedia di Tien An Men. (Continua)

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