beirut

[Sarpi - Shanghai - Genoa] Muri da derbi, 3: Marciano Vink

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 09:39
E allora ecco gli oggetti misteriosi.

Marciano Vink, un nome un programma, uno sfottò, arriva a Genova nel 1993, dal vivaio dell'Ajax, uno dei migliori dell'epoca. E' del Suriname, 1970 e sembrò un colpo di mercato niente male, visto che tutti i suoi compagni di squadra dell'Ajax da lì a poco avrebbero fatto sfracelli. Centrocampista, viene considerato una potenziale stella del campionato. Si dice che su di lui ci sia il Milan, già, perché in Olanda dicono sia l'erede di Rijkaard. (Continua)

[Sarpi - Shanghai - Genoa] Muri da derbi, 2: Kazu Miura

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 14:17

Kazu Miura è stato il primo giapponese ad arrivare in Italia.

Nel 1994, al Genoa.

Quando lo prendemmo io ero fuori nella piazzetta a giocare a calcio. Al solito ci si menava e prendeva per il culo con i doriani. Passa un vecchio, Belin u Spinelli u sé accatou in giappuneise.

Eh? Va bene, l'anno prima ci siamo salvati all'ultima giornata, ma un giapponese! Il calcio e il Giappone...che cazzo c'entrano?

In realtà Spinelli non l'aveva comprato.

E neanche glielo avevano regalato. (Continua)

[Sarpi - Shanghai - Genoa] Muri da derbi, 1: Giuliano Fiorini

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 10:27

Premessa:

Poiché sono concentrato su pensieri ben più alti.

Poiché potrei scrivere molto sulla puntata di Matrix su Garlasco e sul seguente scambio di battute in uno dei tanti bar sport. Conduttore: “Il problema di Adriano è che è anarchico”. Ospite: “No, Ibrahimovic è un anarchico!”. Opinionista: “E' vero”. Ospite: “E infatti Ibrahimovic capisce il calcio, Adriano non è un anarchico”. (Continua)

[Sarpi - Shanghai - Genoa] Via da Genova la Samp

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 08:25

Domenica prossima c'è il derby. Tutti in ritiro, tifosi compresi.

Noi di solito si fa un tempo sega e un tempo così così. E' il commento tra il primo e il secondo tempo di un amico dell'inviato livornese del quotidiano fondato da Lucarelli (il bomber ora in Ucraina), sulle ultime abitudini della squadra amaranto. Non so bene invece come potrei classificare il Grifone in questo momento. Nei primi 40 minuti sbagliamo un rigore, due buone occasioni e battiamo 10 calci d'angolo (a zero). Purtroppo non siamo in piazzetta, dove ogni tre corner becchi il rigore (che tanto poi sbagliamo) e quindi chiudiamo il primo tempo sulle 0-0 con gli ultimi 5 minuti pericolosamente sulle gambe.

Nel secondo tempo pronti via e sembriamo tornare in palla, ma proprio quando sembra maturare la pera, la becchiamo su rigore. Tavano trasforma, li svegliamo tutti noi, 0-1. Passano pochi minuti e i migliori raddrizzano la baracca: Rossi crossa dal fondo, Borriello si avvita fuori dallo specchio della porta, trovando l'angolo opposto e beffando Amelia. Poi assalto e finale al cardiopalma, perché Rubinho ci salva in almeno due occasioni.

Giochiamo, cerchiamo gli schemi, ma ci manca ancora la condizione. A me della partita non me ne frega un cazzo, domenica c'è il derby e come al solito ci arriviamo tra polemiche, mugugni e giastemme. Come mille altre volte è la partita che ci può rilanciare. Come al solito, anche se il calendario dice Zanp – Genoa, in trasferta saranno loro.


[Sarpi - Shanghai - Genoa] Un Pato Unico

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 13:54

Strisciati rossoneri, rassegnatevi, di Pato c'è n'è uno solo: Carlos El Pato Aguilera.

Nato a Montevideo il 21 settembre 1964. Giocatore del Penarol, fondata da pinerolesi e nelle quali ha elargito calci al cuoio un certo Abbadie, poi bandiera del Genoa.

Come El Pato, nella foto di miti, il primo accosciato a sinistra. Questo qui -------------------------------------------------------------------------->

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Nel 1989 a Genova arrivano Josè Perdomo (“il più grande volante central del mondo”, disse il Professore) e Ruben Paz (“il più grande fantasista del mondo”, disse il Professore). Con loro, in regalo paghi due prendi tre, tanto siete genovesi, arriva un barattolo, alto come una Coca Cola, ricciolini, magrino, El Pato Aguilera (“chi cazzo è sto qua?”, disse il Professore). (Continua)

[Sarpi - Shanghai +106] Interv_a_llo: primo biscottino

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 02:34

Mentre in China impazza la moon cake, dolcetto tipico che celebra la festa di Mid Autumn, in concomitanza con le celebrazioni della gloriosa giornata del 1 ottobre 1949, anziché cannolini e arancini, ci portiamo via da Catania un piccolo - ma buono - biscottino. Ventidue candeline si dividono la posta in palio, come diceva il buon (e genoano) Ameri tempo fa ai microfoni di Tutto il Calcio.

Noi facciamo anche un golletto ma dopo sette mesi di inattività il Massimino non poteva forse essere espugnato al suo nuovo esordio. C'è da chiedersi se il Comune di Catania abbia utilizzato in questi mesi il terreno di gioco come pascolo per bestie feroci, viste le sue terribili condizioni. Niente di clamoroso al Cibali, dunque, che nel frattempo è stato chiamato Massimino, in onore del presidentissimo catanese dei tempi di Pedrino e Luvanor, quando i presidenti erano Lugaresi, Rozzi, Anconetani. No al calcio moderno. (Continua)

[Sarpi - Shanghai +104] Il campione e la bambina

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 09:38

 
La Cina festeggia l'oro di Liu Xian ai mondiali di Osaka e manda in orbita Zhang Humin, maratoneta di 8 anni

Giulio Abbadie (sempre lui!)

Liu Xian è nato nella cosmopolita Shanghai nel 1983, Zhang Humin ha 8 anni ed è nata nella provincia più meridionale della Cina. Lui sarà obbligato a vincere a Pechino, nel 2008, lei dovrà aspettare almeno il 2016. Lui è considerato «il marito ideale» dalle cinesi, lei potrebbe diventare «la figlia dei sogni» di ogni famiglia. Lui è un campione con un palmares mica male (oro alle Olimpiadi di Atene 2004, argento ai Mondiali di Helsinki 2005, bronzo ai Mondiali di Parigi 2003), lei una bambina che ha compiuto un'impresa straordinaria, ma controversa. Entrambi questo agosto hanno disegnato la cartolina che preannuncia le prossime Olimpiadi a Pechino: Liu Xian ha vinto ieri la gara dei 110 metri a ostacoli ai mondiali di Osaka ed è l'idolo di un intero paese, nonché di Zhang Huimin, che domenica scorsa ha concluso a Pechino una maratona di 3558 chilometri, percorsi in 55 giorni. (Continua)

[Sarpi - Shanghai +95] Interv_a_llo: prima pettinaturA

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 16:48

Dopo 12 anni guardo la classifica di A e ci trovo il Genoa. Siamo già belli bassi, ma non è una novità. Nel 1983 ero nella Nord. Zico a una certo punto fece una finta a Ruspa Testoni. Io e gli altri nella Nord, ancora prima di Ruspa, eravamo tutti per terra da una parte. Zico dall'altra era entrato in area e aveva appoggiato in rete. Era finita 0 a 5.

Oggi, o ieri, che sto perdendo il senso dei giorni, è finita 0 a 3, contro una squadra che se non ci fossero i ciclisti sarebbe l'unica peggio di loro. Il divario era talmente tanto che nessuna delle due squadre sembrava pensare potesse finire in maniera diversa. Non sono le nostre partite queste. Non sono le nostre partite queste. E' il mantra.

Ora già lo so: partiranno i mugugni e si chiederà al Gaspe di rinunciare ai tre attaccanti. Mavaffanculo! (Continua)

Da Spagna a Raciti verso l'ultimo stadio

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 05:04

«Nessuno petarda, nessuno fumogena, nessuno coltella, nessuno bandiera. Nessuno allo stadio», cantavano Elio e le Storie Tese nel 1994. L'ironia potrebbe finire qui. Dal 1995 al 2007 sono passati 12 anni, vari decreti legge anti violenza, molti soldi, miliardi di parole, ogni volta uguali. Da «Spagna» all'ispettore Raciti, il tempo ha anche constatato la sconfitta di idee da parte del mondo ultras e la vittoria del calcio moderno. Come tra due guerre, gli equilibri sono cambiati, la socialità si è involuta, il «territorio stadio» sarà in ordine e disciplinato. Non è cambiato niente, è cambiato tutto. (Continua)

[Sarpi - Shanghai - Sarpi] Yao Ming

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 11:09

E vabbè ultimo, forse, post chinao, prima di sparare su il racconto dell'estate alla Visto o Grandhotel di Blackswift e chiudere per vacanza...Yao Ming è l'idolo indiscusso della movida cinese: 2 metri e 29, campione di basket. NBA. In China il basket è lo sport più seguito. In tivù ci sono continuamente sfide tra ragazzetti che fanno tiri liberi, da tre e poi gran finale con sfida di break dance, bah.

Yao Ming è dappertutto, specie a Shanghai. Nacque lì. Ma la sua straordinaria fama ultimamente ha roso alcuni dei suoi privilegi. Impegnato nei preparativi per il suo matrimonio, pare abbia snobbato la nazionale di basket cinese (mentre quella olimpica calcistica faceva da sparring partner alle nostrane Inter e Juventus, interrompendo addirittura la gara coi gobbi a causa di uno striscione comparso pro Tibet, apparso sugli spalti...). Giulio ci ha preso gusto. Me lo immaginavo a bere un caffè con l'altissimo, stimarne la lunghezza delle dita e cercare di capire se anche lui ha le unghie lunghe come molti dei cinesi. E chiedersi, nel caso la risposta fosse si, come può agganciare il pallone con le mani con unghie così lunghe. Ma sarà occidentalizzato, altro che. Unghie corte, rosicchiate, mani come badili edili. O più probabilmente, Gliulio, anziché intervistare yao Ming era intento a cercare omini di marzapane nelle vetrine dei negozietti shanghaiesi di dolciumi, chiedendo qua e là cosa pensano i cinesi di sto gigante. E poi ci romanza, che altro non sa fare.

Yao Ming, gigante in crisi

Il 12 settembre 1980, a Shanghai, Yao Zhiyuan e Fang Fengdinon non si erano sicuramente prefigurati con precisione il futuro del proprio figlio. Lo avranno auspicato speciale, radioso, ma soprattutto stabile, come accade in occasione della nascita di un figlio. Unico erede, maschio. Ottima fortuna per chi decide di rispettare la legge del figlio unico. Ancora più grande quando il bambino cresce, fino ad arrivare a 2,29 metri di altezza, per 134 chilogrammi. Immensa quando il ragazzo, Yáo Míng, dopo le stagioni negli Shanghai Sharks, diventa una stella dell'NBA made in Usa, gli amati odiati rivali nella geopolitica mondiale. Storica diventa la nascita quando, oltre a diventare uno dei giocatori di basket più famosi al mondo, Yáo Míng assurge al ruolo di idolo assoluto per un intero continente, quello cinese. Maglia numero undici, Houston Rocket e onore anche per la nazionale. (Continua)

[Sarpi - Shanghai +46] IntervAllo 2

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 08:52

 

Non potevo non farlo.

Perfino a Shanghai si parla del Grifone.

Intasate le mail dell'ufficio, mi arrivano complimenti perfino da Beijing:

Congratulations! Beers, beers, beers, 2morrow we celebrate!

Mi perdoni chi non ama le parentesi calcistiche e i piacentini collegati....

A breve ne arriverà uno serio così non vi lamentate... 

Per chi non ci crede...provare per credere

 

 

 

  (Continua)

[Sarpi - Shanghai +44] intervAllo

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 17:34

Vabbè ragà...serata allucinante, la sento non la sento. Decido di non sentirla, vado in giro, cena, caffè, poi mi infilo in un pub. Ho il cell scarico, audax mi ragguaglia e mi convinco che ho fatto bene.

Ieri non ho dormito, dalle 4 del pomeriggio sono una molla.

Poi il gruppetto che suona dal vivo attacca che When I'm with you baby, I go out of my head And I just can't get enough, I just can't get enough All the things you do to me and everything you said And I just can't get enough, I just can't get enough.


L'Unione pareggia. Scatta la festa.

  (Continua)

[Sarpi – Shanghai +23] Xīng Qí Tiān's Soccer Addition

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 02:16

*** a figgi de bagasce, avansi de casin, se nun ve piaxe a mussa, se nun ve piaxe a mussa, a figgi de bagasce, avansi de casin, se nun ve piaxe a mussa, sussaevae stu belin! Auguri a Ivano...buon comple gē gē...:-) ***

 

Hey quindi?
Hey abbiamo vinto!

Uh, quanto?
3-2 ma negli ultimi dieci minuti ho sofferto come un cane...

Come mai?
Eh senti come si dice in chinese “ho bisogno di sali”, che ieri notte volevo andare in reception e chiedere i sali, che stavo soffrendo troppo...temevo un mancamento... (Continua)

[Sarpi – Shanghai +15] E +2

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 16:08

Vabbè post di allegerimento, anche per recuperare il giorno...:-)

Insomma, oggi avevo fatto tutto esattamente come le altre volte: caffè nello stesso posto, giro uguale per il quartiere, con un'afa della madonna che sono arrivato a casa alle 18 che se non mi facevo una doccia sentivo che avrei sofferto. Non ho studiato una mazza di cinese, esattamente come le altre volte in cui giocava il Genoa.

Mi sono concesso una cena da Chen il Lordo perché ha gli spiedini di carne più buoni del mondo e il pollo speziato con le patate e i mega noodles. Te li portano poco dopo e li schiaffano sopra al piatto, al dente, madonna al dente. Il tutto con due birrozze, noi in un tavolo e nell'altro (in tutto sono 4) tre studenti giapponesi, due ragazzi e una ragazza. Ly ha inveito contro di loro per tutta la cena, confidandomi i suoi sordidi segreti e desideri sessuali per quanto riguarda le ragazze nipponiche. 

Gli ho insegnato a dire “merda” in italiano: si dice "Doria”, gli ho detto. Lo ripete spesso, dopo fuck e altre amenità.

Poi una passeggiata al parco: ho trovato molta gente che correva, noi camminavamo ascoltando musica dal suo ipod. Poi a un certo punto gli ho detto, Ei io vado che i ragazzi stanno per scendere in campo. Ok Ok a domani.

 (Continua)

[Sarpi - Shanghai +14] When Xing Qi Liù Comes

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 04:55

*** Per Matteo. Lui sa. :-) ***

Ogni volta che un cinese ti manda una mail, al termine dei suoi sproloqui di lavoro, efficentisti e ipergerarchici, tende a scrivere “mi raccomando, fai sport perché il tuo fisico sia sempre efficiente”. Forse per farti sentire una merda, perché poi alla fine, io qui di sportivi ancora non ne ho beccato. Ho visto solo un vecchietto che in un parco per mezz'ora circa ha camminato all'indietro, costeggiando le aiuole.  Mi hanno spiegato che è un ottimo esercizio....Oppure due bambini che facevano la gara dei 100 metri con uno dei padri a tenere il tempo e spronarli, in modo decisamente energico...Infine ieri sera, in una via un centinaio di persone ripetevano all'unisono esercizi al ritmo di musica, in mezzo alla strada.

 (Continua)

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