beirut

[Hu] Vie, strade, Concessioni

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 12:36

Dopo le vie di Genova, associate al G8 e ai luoghi di quei giorni, pure a Shanghai (chiamata brevemente Hu dai cinesi) mi piace cercare l'origine dei luoghi, dei nomi e delle cose. E mi perdo a camminare. Si direbbe che quasi non faccio altro. Forse perché le strade nascondono segreti ad ogni svolta, forse perché solo camminando si respira l'aria di una città, o almeno credo. O forse perché Shanghai (nelle due foto due starlette degli anni 30, questa a sinistra, del cinema, quella in basso a destra, delle pubblicità di sigarette) ha un fascino che va catturato, non senza dovere spendere un po' di fatica. Una città che ricorda Milano, per i suoi chiaro scuri e per essere decadente e nonostante questo, ancora al centro dei trend comunicativi e finanziari del paese. Una bellezza, se si ritiene di trovarla, che richiede la massima empatia, un umore disposto a variare con sole e tramonto e tanta strada negli scarponi.

La mia parte preferita di Shanghai è quella che viene definita Concessione Francese: un po' perché abito nella via che si gongola sulle sue piccole spalli occidentali, un po' perché è la parte della città che più echeggia quel miscuglio architettonico e spirituale tra Oriente ed Europa, di cui Shanghai ha saputo farsi protagonista nella sua vita sociale e politica.

Un punto di non ritorno nella storia cinese e degli insediamenti europei in Cina è il trattato di Nanchino del 1842, a seguito della prima guerra dell'oppio. Quel trattato (e quelli che seguirono, definiti non a caso, “ineguali”) oltre a mettere in ginocchio i Manchu (la dinastia, ultima, dei Qing, quelli dei codini e della regnante Cixi, tanto per intenderci) e a rintronare il popolo cinese, stabilì anche l'apertura riconosciuta di alcuni porti alle navi occidentali. Fino a quel momento i mercanti inglesi, scozzesi e francesi, per dirne tre, se ne stavano leggermente al largo, aspettando i mercanti cinesi, banditi, farabutti e faccendieri, per scaricare sulle loro barchette l'oppio e ricevere nelle proprie the, spezie, seta.

Con la guerra si aprono i mercati. La Cina ne risentì, sia economicamente, sia in termini sociali. E in quel caso i porti, tra i quali quello di Shanghai, fino a quel momento cittadina un po' spenta e piccola, sovrastata dall'appena meridionale Ningbo, più attiva e viva, diventarono centri propulsivi dei due Imperi: quello cinese e quello occidentale. Così Shanghai prese ad animarsi di vite e di ogni residuo umano che giungeva dai posti vicini per procacciarsi, in ogni modo e con ogni strumento, di che vivere.

L'apertura del porto trasformò Shanghai, via via, in una metropoli dell'epoca, facendola diventare quello che oggi viene ricordata come una città nella quale convivevano ricchi e ricche e delinquenti di ogni risma. Una città dai colori e contorni aspri, nel cui luccichio moderno, maestoso e apparente si nascondevano giri e affari di ogni genere. La città nella quale, in un parco, era esposto il cartello: vietato l'ingresso ai cani e ai cinesi.

Nell'aprile del 1849 nasce la Concessione francese, crocevia storico di Shanghai e della Cina. Furono i francesi a stroncare la ribellione di Shanghai (contro Impero e contro gli stranieri) del 1855, furono i francesi a spingere per la seconda guerra dell'oppio. E ancora, fu nella concessione francese che nel 1921 nacque il Partito Comunista Cinese (dove oggi sorge Xintiandi, la via degli antichi shikumen dove sollazzano stranieri nelle notti shanghaiesi), mentre ricche signore passeggiavano tra i viali di Hua Hai Lu (prima intitolata al maresciallo Joffre) e le sue piccole boutique alla moda.

Shanghai divenne per un secolo il centro più importante della Cina non solo economicamente ma anche politicamente (oltre che per la moda e i gusti dell'epoca, vedi il film Blood Brothers, ambientato nella Shanghai degli anni Trenta, ma anche le opere di Anchee Min e tanti altre naturalmente). La dirigenza del partito comunista, con un Mao ancora relegato nelle montagne a studiare la guerra e la via cinese al marxismo, dettava i tempi della propria vita illegale prima e della propria ricerca di successo poi da Shanghai, prima di ricompattare il paese e definire come capitale del paese Pechino (dove tirarono giù alberi e tutto quanto sorgeva in Tien An Men per celebrare le adunate di massa: a questo proposito ho visto con interesse il documentario di Antonioni del 1972 sulla Cina, in piena epoca di Rivoluzione Culturale, uno dei periodo bui e che costituisce l'oggetto di indagine della maggior parte della produzione letteraria cinese contemporanea. I testi del film sono di Andrea Barbato. Mica poco. C'è anche una parte su Shanghai che confermerebbe un antico andazzo che recita più o meno così: se vuoi vedere quanti sono i cinesi, fai un giro a Shanghai. Credo sia vero).

Oggi, Hua Hai Lu è ancora una via lunga interminabili chilometri e ospita migliaia di negozi e di grande firme. Nella parte più in sorge anche l'ambasciata americana, riconoscibile dai muri grigi e dalle guardie sempre presenti. Più in generale in tutta la concessione esistono alberghi sontuosi, all'interno di giardini magnificenti, in un clima tra il decadente e lo storico che vanno a colorare l'umore dei suoi passanti. La fama da via dello shopping di Hua Hai Lu, però è stata nel tempo soverchiata da Nanjing Lu. Oggi la via più occidentale dell'antica Shanghai è considerata il centro degli acquisti della classe medio bassa cinese.

Eppure, a ridosso della via, si articolano tutti quei vialetti e quelle strade che nascondono antri bui e poco illuminati, piccoli parchi e alberi a cadere sui passanti, come se non esistesse, a pochi metri, quel brulicare di acquisti e vendite. Viuzze dove si può trovare tofu puzzolente (si chiama così eh), pizzette di Shanghai o le frittelle che rinfrancano e aiutano i chilometri successivi da percorrere. E poi c'è Heng Shangh Lu, un universo che sarebbe bellissimo, se non fosse anche il centro dei pub, uno dei tanti, di Shanghai.


[China] Veglie e ricordi

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 07:36

Per alcuni dei miei amici, i fatti di Tien An Men del 1989 sono davvero semplici da spiegare, capire e interpretare: un gruppo di leader, mossi dagli indipendentisti di Taiwan e pagati dagli Usa, hanno gabbato centinaia di fratelli e sorelle cinesi, portandoli al massacro.

Sarà stato anche un atto violento e tremendo, ma ritengono che la repressione fosse l'unico strumento adatto a garantire l'unità e la sopravvivenza della Cina. Altrimenti, mi hanno detto, avremmo fatto la fine dell'Urss. Punto.

A Wuxi un ragazzo di vent'anni, invece, mi aveva detto: Deng fu terribile. Mao non avrebbe mai mandato i soldati contro il suo popolo.

Nel frattempo, come ogni anno, il 4 giugno, a Hong Kong si è fatta la veglia per ricordare le vittime (un centinaio per i cinesi, migliaia per l'Occidente) del 1989 a Pechino. Quest'anno, per la prima volta, la CCTV ha mostrato le immagini. Fornendo però la sua versione: la veglia sarebbe stata per le vittime del terremoto e la televisione pubblica, pur mostrando le foto, non ha fatto il minimo accenno ai reali motivi della veglia.

Tutto ciò mentre, in tema di politica interna, la situazione sembra volgere ancora una volta al torvo: si parla di movimenti di truppe cinesi verso il Tibet (ma potrebbe essere una cautela in vista del passaggio della fiaccola della sfiga da quelle parti il 18 giugno), mentre alcuni siti riportano di un nuovo attacco terroristico uiguro nello XinJang.


[China] Le facce delle monete

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 15:54

Dopo le feste che tornano alla tradizione, perché si chiedono alcuni, nei soldi cinesi (da uno a cento yuan) deve esserci solo il volto del Timoniere? Oltre a notare come questi tentativi di re- impossessamento delle origini sia una sorta di leit motiv nella storia cinese, in questi giorni resi leggeri dal consueto silenzio su Tien An Men (la ricorrenza era il 4 giugno) e dall'ottimismo (per certi versi già rientrato) sulle aperture del Governo in tema mediatico riscontrate durante il terremoto del Sichuan, un gruppo di accademici liberali cinesi ha fatto partire una petizione per chiedere al Governo di piazzare in qualche RMB (o yuan, o kuai come dicono qui) proprio lui, il poeta e patriota Qu Yuan, nei giorni della festa che implicitamente lo celebra.

Già tempo fa nella banconota, poi scomparsa, di 2 cents (jiao), comparivano ritratti di persone appartenenti alle minoranze etniche (nella foto). Poi si era tentato di piazzare il padre della Patria, Sun Yat Sen, infine l'eroe contemporaneo Deng Xiao Ping, il piccolo uomo che tra il lusco e il brusco aveva aperto la Cina ai mercati e asfaltato la rivolta di Tien An Men.

L'aspetto interessante sta nelle ragioni secondo le quali, per gli accademici che hanno proposto la cosa, sarebbe corretto cambiare e mettere Qu Yuan: innanzitutto perché rappresenterebbe l'odio del popolo cinese contro i tiranni, in secondo luogo perché Qu Yuan, più che un patriota fu uno che lottò per la libertà, infine perché la storia cinese, dicono, non è solo fatta di periodi bui (impero) e periodi gai (comunismo) come il Partito ha insegnato fin nelle scuole. Insomma per loro Qu Yuan è liberale. 

Ho chiesto ai miei amici cosa ne pensassero. Risposta: “è impossibile.” Perché? “Eh chiedilo a Mister Mao...o a Mister Hu Jintao”

Quello che però sorprende è come questo appello, che non sarà certamente recepito dal Governo e gli autori lo sanno, giri in modo molto ampio nella rete con riferimenti decisamente espliciti alla lettura storica a senso unico offerta dal Partito, senza uso di metafore particolarmente complicate. Ed è un segnale di quello che noi chiamiamo nazionalismo, che non permea solo il Governo e il popolo che gira con le magliette I Love China, ma anche quegli strati sociali che più spingono per aperture democratiche.

Ma se Mao è ormai reliquia storica su soldi, accendini e orologi e può essere sottoposto a critica in modo tranquillo, il suo metodo e la basi che egli pose sul comunismo alla cinese sono talmente ancora forti che, anche se negate ufficialmente, non possono essere certo dimenticate nella pratica. Come dire, questo appello dei liberali è una nuova sorta di contraddizione in seno al popolo. E come tale, e purché rimanga tale, può essere tollerata.

 


[China] Lo scopo del blog

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 11:41

 
Dopo tanto peregrinare, tra libri, film, racconti e strippi, ho capito, finalmente perché e come tenere e fare vivere questo blog cinese.

Oggi mentre facevo una spesa piuttosto rapida in uno dei supermercati di Shanghai, mi sono messo ad osservare le persone. I cinesi che comprano. Nel supermercato dove sono andato c'è anche un antro nel quale ci sono i prodotti importati. Ero da solo. L'ho notato perché nella mia testa stavo pensando ad alcune cose (anche per questo ho fatto cadere due volte le uova. Fortuna non si sono rotte. Ma tornando a casa ero ancora assorto e stavolta sono cadute e si sono rotte. Incredibile la difficoltà a pulire il rosso d'uovo sul pavimento).

A conquistarsi la mia concentrazione era da un lato il già noto discorso sull'epica e i miti come possibilità di attaccare culturalmente il panorama sociale italiano (ma potrei dire europeo), dall'altra, anche a seguito di uno scambio di mail su talune riflessioni, pensavo a cosa c'è prima della risposta (ovvero l'attacco culturale). E la crisi culturale, ancora prima che economica eccetera, è un dato di fatto e non solo italiano. Da noi semplicemente è il primo botto europeo, perché siamo gli ultimi a livello economico.

Quindi, stavo anche pensando a come raccontare la Cina per provare a rispondere a entrambe le questioni. Da un lato, ovvero, riscontrare quello che qui c'è e non c'è più da noi, dall'altro usare la Cina, per raccontare l'Italia. Allora oggi guardavo i cinesi che compravano i loro prodotti. Guardavo i cinesi tutti allegri e contenti sfasciare dumpling agli angoli della strada. E guardavo me, affannoso nelle camminate, in difficoltà a comunicare, quasi timoroso di interrompere i cinesi nelle loro cose. E ho visto la Cina e noi (nessuno si senta escluso).

Da questo ho dedotto, (aiutato da talune riflessioni, ma anche dall'ultimo, o meglio dagli ultimi post del mio socio (eccezion fatta per le sue incursioni calcistiche...), che il nostro imbarbarimento - enfatizzato dalle recenti squallide novità italiane - è un sintomo da un lato di una necessità della politica di garantire le aziende (perché l'attacco ai rom e più in generale la politica fascista di questi tempi, tradotto in politica è quello), dall'altro di un imputridimento culturale non solo di chi dovrà reagire, noi, ma in generale di tutta la società europea. E' un declino generale.

Ovvero qui, in Cina, c'è una vitalità, pur nelle difficoltà quotidiane ancora ingessate dai gangli più inutili e stupidi imposti dal governo, che è difficilmente respirabile dalle nostre parti. Per vitalità intendo: orgoglio, voglia, curiosità e coscienza di sé.

Il problema, se mai, è che noi chiamiamo il loro orgoglio, “nazionalismo” e le loro sperimentazioni, “contraddizioni”, perché non ci rassegnamo ad avere il brevetto sulle definizioni della storia. Senza sapere che sul problema delle definizioni, dei nomi delle cose, i cinesi sono arrivati prima di noi. E' solo un esempio, per specificare che certi problemi non ce li siamo solo posti noi, nel mondo.

Ma, allo stesso modo, per non finire solo in una semplice critica della nostra occidentalizzazione riguardo l'impostazione con cui valutiamo le diversità, il dato che mi pare più interessante è che il pericolo Cina per l'Italia, l'Europa e anche gli spenti USA, non è più solo e soltanto su un livello economico (e i bassi costi e gli investimenti, ecc.) ma soprattutto su un livello culturale, sociale, del futuro. I cinesi, ma non solo loro, rischiano, cioè, prima o poi, di innovare (con tutto quanto ne può conseguire). E lasciarci al palo. E invertire, ancora una volta i mondi.

E si ritorna al discorso di partenza: in generale chi crea gli immaginari e su di essi costruisce relazioni e su di esse ricatti sociali, e su di esso appoggia tutti i vari temi di volta in volta utili alla gestione della quotidianità: vince. Ora può essere sia il loro turno, può essere che l'abbiano capito e stiamo lavorando su quello (il Sichuan e il terremoto e il modo con il quale l'estabilishment politico lo ha curato, nei dettagli, altro non è se non un immaginario che ha fatto immediatamente presa e che ridisegnerà molto del modo in cui i cinesi guardano al proprio paese e a noi. E non è un caso che abbia scosso anche commentatori, come mi ha fatto notare qualcuno, che cominciano a dire che ci sono differenze tra dittature e dittature).

Eh già, qui si muovono....A noi, infine, il solito compito: tenere in vita la fiammella che dimostra che si può andare avanti e che bisognerà imparare anche ad essere spietati. Anche a costo di ripescare nel passato o in un presente che un attimo dopo è già dimenticato.


[China] Avviso ai nasi lunghi!

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 07:49

Nasi lunghi, demoni, stranieri, ascoltate! E' Il Governo Cinese che vi parla!

Se rientrate in queste categorie, scordatevi i guerrieri di terracotta, il Bund, Tien An Men. Scordatevi la Cina.

1. People who have been deported or prohibited from entering China by the Chinese government.

2. Those who are suspected might commit acts of terrorism, violence or subversion after entering China.

3. Those who are suspected might engage in smuggling, drug dealing or prostitution after entering China.

4. Those suffering from mental disorders or insanity, sexually transmitted diseases, tuberculosis or other infectious diseases.

5. Those who cannot guarantee their ability to support themselves financially while in China.

6. Those who are suspected might engage in any acts that threaten the security or interests of China.

Il commento di Danwei...:-)

So it's pretty clear: No hookers, pimps, dealers, terrorists, activists, revolutionaries, missionaries, demonstrators, pornographers, gun nuts, maniacs, sufferers of mental diseases, carriers of infectious diseases, poisonous snake collectors, beggars or drunkards.

But the rest of you are welcome in Beijing in August 2008.

Ma quel che è comico è che da settembre queste restrizioni finiranno...quindi terroristi: aspettate settembre! Invece, rassicuro il mio socio: ho aperto un piccolo negozietto specializzato nello scannerizzare e inviare a prezzi modici tutta la documentazione, circa ottomila pagine, che serve agli stranieri per ospitare amici (fidati, scannerizzati e accettati dalla Cina) nella Terra di Mezzo...meiwenti.



[Shang Hai] Chiusi per Dumpling

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 06:52

Il Governo Cinese, dopo avere tagliato le feste per il Primo Maggio, è tornato ad avere cura, in special modo, delle feste tradizionali del Paese.

Ed ecco la comunicazione giuntami oggi via mail:

According to the government announcement on "public holiday arrangement", the public holidays for the Dumpling Festival (Dragon-Boat Festival)2008 will be June 7-June 9th.

Tutti a strafogarsi di dumpling!

Il mio buco preferito è quello dove la tipa (fotograta qui a fianco) e la madre confezionano dumpling a raffica. Il padre sta fuori a fumare...di solito.


[Shang Hai] 情缘

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 07:49

 
Titolo: Destino: 7 e 4 e pure 8

Su e giù. Sopra e sotto. Bello e brutto. Domenica.

Attesa. Movimento. Attesa. Freddo. Lunedì.

Sole. Nuvolo. Vento. Occhi. Martedì.

Dolce. Fermo. Statico. Acido. Mercoledì.

Attesa. Movimento. Attesa. Caldo. Giovedì.

Fluido. Ira. Leggero. Guerra. Venerdì.

Attesa. Sole. Fuori. Vento. Sabato.

Pietra. Freddo. Caldo. Morbido. Domenica.



[China] Sofa Bar

Old Stuff — Inviato da beirut @ 10:01

E vabbè sono finiti questi tre giorni di lutto nazionale, durante i quali si sono sospese le attività di intrattenimento. Infatti a Shanghai, dove oggi passa la torcia, in sordina tra lacrime e fuochi che si alzano nella notte, candele e pianti, l'unico posto che ha veramente chiuso per tre giorni è stato solo il Sofa Bar, dove tendenzialmente passo parte delle mie giornate, usando il loro wireless, ordinando caffè americano, chiacchierando (poco), leggendo, assopendomi, non facendo anche niente, all'uso, specie il sabato.

Nel silenzio o con musica di sottofondo piacevole, che varia tra anni 30 cinesi (robe tristissime), anni 60 europei e elettronica. Poi di sera, chiunque prende su chitarra e mandolino e le serate trascorrono, come mai successo in Cina. Una bella faccia cinese, in cui i ragazzi e le ragazze che gestiscono il posto, mi ricordano un po' i tempi di Reload. Compagni cinesi che mantengono le proprie tradizioni e la cui apertura all'occidente non è solo consumismo e puttanate che da secoli portiamo in questo paese.

E' un posto piccolo, caldo, tranquillo, dove ci sono cinesi normali (quelli che quando chiedono il conto, anche se il posto è diverso, urlano e trattano i camerieri come delle merde), stranieri normali (specie gli yankee odiosi e antipatici come una merda sul divano che avevi scelto come poltrone), ma anche stranieri tranquilli e discreti, cinesi svegli, educati e ragazzetti e poi i fantastici cinesi cappelloni, un po' eccentrici, che non ti guardano come un pazzo, anzi, ecco: non ti guardano proprio.

Nel senso di fissarti, controllarti, scrutarti, fermare la camminata per guardarti la faccia. Quelle cose che i primi giorni, vabbè. Ma dopo sei o sette mesi, cominci a pensare: ma che cazzo chai da guardare?

Non a caso ai miei amici cinesi questo posto non piace. Troppo caldo, troppo tranquillo, troppo un posto dove puoi stare, tipo, senza aprire bocca e farti i cazzacci tuoi. Non si può mica. Al Sofa Bar, per dire, ti puoi soffiare il naso senza che nessuno ti rida in faccia. Puoi, per dire, startene a leggere senza che nessuno ti chieda, ma perché stai leggendo? Oppure canticchiare Leonard Cohen, suonato con chitarra e mandolino da due cinesi, senza che nessuno ti dica minchia ma che roba è? Roba vecchia che schifo. Oppure ascoltare Manu Chao, come adesso, hanno appena cambiato il cd, senza che nessuno dica, semplicemente, niente.


[Cina] Mourning and Censor

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 02:49

Ieri in Cina sono stati proclamati 3 giorni di lutto nazionale, iniziati dalla mezzanotte di ieri, fino a tutto mercoledì. All'una circa ho acceso la televisione. Non capivo perché mi fossero spariti tutti i canali, vedevo solo CCTV. Stamattina ho capito anche un'altra cosa: perché non vedo Youtube e un tot di altri siti.

Di seguito una circolare emessa dal Ministero della Propaganda, per regolamentare la tre giorni di lutto, in attesa, alle 14.28 precise di oggi (ora della scossa che una settimana fa ha squartato il Sichuan), del minuto di silenzio nelle case, uffici, locali, a cui risponderanno i clacson e le sirene di ogni auto, moto, camion, nave cinese.

各市、县委宣传部,各市、县网宣办(外宣办),省直各厅局,各有关网站:
To all propaganda departments, online propaganda units and foreign affairs offices, and to the various bureaus and websites in all cities and counties:
  国务院决定,519日至21日举行全国哀悼日。根据中央外宣办紧急通知精神,现将有关要求通知如下:
The State Council has gazetted May 19-21 as national days for mourning. In line with the spirit of the Central Foreign Affairs Office's emergency notice, the requirements are as follows:

  一、各网站要及时、突出、滚动宣传报道国务院的公告,及时、突出报道党中央、国务院和我省举行的哀悼活动。各网站在做好网上宣传报道的同时,要充分利用手机短信、彩信、手机报等形式做好报道。国务院公告在全国哀悼日期间刊登在各网站首页突出位置。
1. All websites are to immediately report and give priority to reports on the national mourning days declared by the Central Government, the State Council and in your province. While spreading the word online, also exhaust all mobile means including SMS, MMS, etc. The statement by the State Council is to be given priority spacing on the home page of all major websites.

  二、各网站停止三天各类娱乐活动和服务。从19日零时起至2124时,全省各游戏网站、各网站游戏频道一律关闭;各网站的娱乐频道和娱乐性音 视频栏目一律用哀悼页面覆盖,相关栏目下的其他网页不得开放;各网站的娱乐论坛一律关闭;各搜索引擎的音乐和娱乐视频搜索功能一律关闭;各网站带有娱乐性 的广告一律关闭。
2. All websites are to stop all entertainment activities and services for three days. From May 19 00:00 to May 21 24:00, all gaming websites and gaming channels of major portals are to shut down; Cover all entertainment channels on websites and programmes with a message of mourning, and none of the other pages within these channels should be accessible; All entertainment BBS's are to be shut; All music and video search functions at search engine portals to be shut; All entertainment advertisements should be offline.

  三、组织好网上哀悼活动。各网站的网上氛围应与举国哀悼相适应。各新闻宣传网站和主要商业网站要组织好由网民参与的网上哀悼活动,要全面反映广大网民的悲痛之情、爱国之心。
3. Thorough organisation of the online mourning campaign. The online atmosphere of all portals should be in line with the national mourning period. All news portals and commercial portals are to organise online mourning campaigns that allow for participation by netizens, and should reflect the grief and patriotism of netizens in an all-round manner.

  四、切实做好网上舆论管理工作。各市、县网宣办(外宣办)、各新闻宣传网站要实行24小时值班,必须由负责人带头值班。有关落实情况及时报告省网宣办(05512606017)。
4. Thoroughly manage online discussion. All propaganda bureaus and foreign affairs offices in all cities and counties to operate on a 24 hour basis, and each shift is to have a supervisor. For implementation details please call Online Propaganda Bureau (0551-2606017)

  五、切实抓好落实。各市、县网宣办(外宣办)及各有关部门要立即行动起来,将上述要求传达到所辖各各新闻网站、各商业网站、各政府网站,并动员一切力量在网上检查落实情况。各市网宣办(外宣办)负责人和全体工作人员要立即投入工作,确保各项工作要求按时全面落实。
5. Proper implementation. All propaganda bureaus and foreign affairs offices and all relevant departments are to work together and to get the above instructions to all news portals, commercial portals, government portals under their control, and mobilise all resources to supervise the implementation. All propaganda bureaus and foreign affairs offices in various cities and all staff are to be involved to ensure a timely and proper implementation of the work instructions.

  六、严肃纪律。对相关工作落实不到位的部门、地方和网站,将作出严肃处理。对不服从要求的网站,一律作关闭处理,并将在事后追究责任。
6. Strict discipline for those departments, localities and websites that have not kept in line with standards. Closure awaits non-compliant portals and investigation to follow to pinpoint responsibility.



[Cina] Epica cinese e Rom

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 06:48

Vedo che in Italia si stanno scatenando i peggiori sentimenti, razziali e da guerre tra poveri. La mafia ci sguazza e la politica - e i confini tra i due stati mi sembra si sovrappongano sempre di più - osserva e consolida l'imbarbarimento, nuovo metodo di controllo e governo. L'urgenza democratica sembra non essere percepita. Sarà che sono distante – e un po' ne godo.

Una storia vecchia, qui sotto. Forse non troppo.

Il nome dei Boxer è comparso in occidente alla fine del 1899. Veniva usato per designare i membri di una società segreta, nata dalla famosa società del Loto bianco, che reclutava milizie dalle campagne, nel nordest della Cina, principalmente nella regione del Hebei-Shandong. Veniva anche chiamata Società per la Giustizia e l'Armonia, ma esistono anche altre designazioni o traduzioni, come: Il Pugno della Giustizia e della Concordia... la Società del Pugilato giusto e armonioso, o ancora le Milizie della Giustizia e della Concordia. Tra di loro si chiamavano Yi hetuan. Rifiutavano di usare le armi da fuoco, preferendo le armi bianche, e si dedicavano a un'arte marziale fondata su esercizi di scherma e di lotta tradizionale, una boxe rituale, sacra, da cui derivava il loro nome. (...)

Il 13 giugno 1899, alcuni contingenti di Boxer entrarono a Pechino e si unirono ai gruppi che si erano già formati nella città. La sera stessa, in seguito a delle provocazioni dei soldati americani, incendiarono alcune chiese e massacrarono dei cristiani. Pechino diventa il centro del movimento. Ma i Boxer erano padroni anche di Tianjin; irruppero Nello Henan, nello Shanxi, in Mongolia Interna, nel Nord-Est.

Per due mesi, a Pechino il quartiere delle legazioni, dove, insieme ai 473 civili stranieri (di cui 149 donne e 79 bambini), si erano rifugiati oltre 3000 cristiani cinesi con i loro servitori, fu difeso da 451 guardie straniere (Un gruppo proveniente da Tianjin era riuscito ad arrivare poco prima: 75 francesi, 75 britannici, 75 russi, 50 americani, 40 italiani e 25 giapponesi).All'angolo opposto della Città proibita, a nordovest, a ponente del parco Beihai, ci fu un altro focolaio di resistenza, ancora più eroico, quello della cattedrale cattolica di Beitang, dove Monseigneur Alphonse Favier, vicario apostolico di Pechino, si trincerò con dei membri della comunità cristiana cinese (circa 3.500 persone), sotto la protezione di 43 marinai francesi e italiani, comandati dal sottotenente di vascello Paul Henry, di 23 anni. Avevano da difendere un perimetro di 1.360 m, e lo fecero quotidianamente, per due mesi!

Bisogna dire che, per quanto terribili possano essere il fuoco continuo, il completo isolamento dal mondo esterno, le condizioni igieniche deplorevoli e la penuria di viveri e munizioni, gli assediati di Pechino vennero in un certo senso risparmiati. Ronglu, che aveva il comando supremo di tutte le forze armate della Cina settentrionale ed era convinto che la politica della Corte porti alla rovina, rifiutò agli assedianti l’uso delle armi moderne, in particolare l’artiglieria, la quale avrebbe polverizzato ogni resistenza. Nell’assedio persero la vita 76 combattenti e 6 bambini stranieri e qualche centinaio di cristiani cinesi; le perdite furono ben più gravi per gli assedianti. Ma nelle province del Nord-Est vennero sterminati dai Boxer, in modo spesso atroce, più di 200 missionari cattolici e protestanti e 32.000 cristiani cinesi. Per tutta la durata dell’assedio, i diplomatici della Corte di Pechino rassicurarono i governi stranieri sulla sorte delle legazioni, facendo comprendere che Cixi è prigioniera dei Boxer.

Tuttavia, le notizie allarmistiche che giungevano dalla Cina del Nord, la pressione dell’opinione pubblica sobillata dalla stampa e dalle comunità religiose, il timore di veder annullati, senza alcun compenso per l’avvenire, i risultati acquisiti in mezzo secolo di penetrazione economica e politica, indussero i governi stranieri a mettere da parte le rivalità e a unirsi per un intervento armato.

[da tuttocina.it, ma si possono trovare ovunque informazioni.

Alcune decisamente filo-occidentali che liquidano la faccenda come una forma xenofoba, nazionalista, forse dimenticando le guerre dell'oppio, l'oppressione della rivola Taiping e i piccoli coltelli di Shanghai. Ne risentirete parlare...:-) Le differenze con i sentimenti xenofobi reali, quelli anti rumeni, italiani, li lascio a quello spiraglio di civiltà che ognuno può trovare rannicchiato sotto le scarpe. O ai miti che ognuno saprà trarre e coltivare tra le varie storie.]



[Terremoto in Cina] Sangue e aiuti

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 07:22

Ieri mi chiama il mio amico cinese e mi dice “andiamo a donare il sangue, per i nostri fratelli e sorelle del Sichuan. D'altronde - ha aggiunto - sono pure i tuoi, ormai”. Ho articolato un sì patriottico e sono uscito di casa.

Camminando, osservavo una Shanghai insolita. Se dovessi definirla la definirei una città fredda, la cui consistenza dipende in gran parte dai propri abitanti, spesso concentrati solo sul loro fottuto business e impicci e intrallazzi. Sono uscito e come un novello protagonista di un romanzo di Yu Hua, armato di acqua mi sono diretto verso l'ospedale più vicino, perché le stazioni mobili erano tutte troppo lontane e già si parlava di code chilometriche.

Nella passeggiata per arrivare all'ospedale ogni schermo era circondato da persone desiderose di sapere, capire, scuotere la testa. Quasi mi veniva voglia di sedermi sui talloni e scroccare una sigaretta. Poi ho pensato che forse prima di donare il sangue era meglio respirare, piuttosto che fumare. Quindi procedo. Arrivo e il mio amico ha il viso corrucciato. Un disastro, dice, un disastro. Entriamo e nella televisione passa una straziante canzoncina, vagamente sovietica nell'incedere, che parla di mani nelle mani, cuori nei cuori, stiamo uniti eccetera. Sulla sfondo case distrutte, montagne svenute su se stesse, bambini, tanti e ovviamente lui, il premier Wen Jiabao, in prima linea. "Poi dovremo riposarci, che se si dona il sangue bisogna riposarsi e dormire. Quindi andiamo a casa e ci guardiamo la diretta", mi dice. Va bene.

Arriviamo al piano delle trasfusioni e un dottore ci dice che in quel momento non potevano ricevere altri donatori. Troppa gente, per il loro personale e i mezzi. Abbiamo lasciato il numero di telefono, ci chiameranno loro.

Nel frattempo, sono davvero stupito, il mio amico si è attivato per capire come andare a Chengdu. Dovevamo andare sabato, questo, ma sono sorte complicazioni. Ovvero, per ora, nisba. Bisogna aspettare l'ok per volontari civili.

E allora aspettiamo. Tanto mi sembra di non fare altro, in generale.


[Shanghai] Who's this man?

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 05:47

This story is an example of chinese police methods...keep the secret...:-)

A week ago fire killed five person and injured twelve other in the explosion of bus 942 in Yangpu district, in Shanghai.

Shanghai's authorities didnt say nothing about it, but we discovered there is a man they are looking for.

The Police Autorithies are looking for him: an unidentified gaunt man about 40 years old and 1.65 meters tall.

There is an artist impression of the man (on the left). Police offered up to 50,000 yuan in reward money for information about him.

Officials haven’t released any other information about the incident, beyond a terse initial statement that the fire that resulted in the deaths and injuries appeared to have occurred because a passenger had carried flammable liquid aboard the city bus.

The suspected drawned looks Han Chinese, the country’s dominant ethnic group.

As Wall Street Journal reports, Police also noted in their appeal for information that the man seemed to be malnourished and had bad teeth–a possible sign that if he were responsible for setting the fire in a terrorist act, he was doing so as a disgruntled have-not.

Such an act wouldn’t be unprecedented in China. It’s possible it was all an accident, but many Shanghai commuters fear the worst, because local police have declined to say one way or another whether they think the bus incident was premeditated.

 



[Terremoto] Assestamenti

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 11:27

Upgrade:

- Per chi fosse a Pechino: Sichuan Earthquake Benefit Concert, Mao Live House, Gulou Dong Dajie, BJ. Wed May 14th 8pm. 50RMB

- Ancora dal Guardian, le seguenti dichiarazioni di abitanti del centro colpito dal terremoto: These buildings outside have been here for 20 years and didn't collapse - the school was only 10 years old. [Government officials] took the money from investment, so they took the lives of hundreds of kids. They have money for prostitutes and second wives but they don't have money for our children. This is not a natural disaster - this is done by humans.

 

La terra del Sichuan, ancora non si è fermata. Come previsto dai centri sismici, alle 15 locali una nuova scossa ha provocato altre distruzioni, mentre il numero delle vittime pare aumentare ancora, mentre arrivano i soccorsi, che lottano contro maltempo e una nuova notte che cala su macerie e gente all'addiaccio (30 mila hanno dormito per strada la notte scorsa). Fonte APA (agenzia azera): 12mila morti accertati e 60 mila dispersi. Per il Time, sarebbero ancora 10 mila le persone che mancano all'appello.

Pare che i trasporti si siano ripresi e che ora le zone siano raggiungbili. Proverò ad informarmi. Cominciano a emergere i problemi: necessità di acqua potabile e controlli di dighe e centrali nucleari (nella regione colpita non ce ne sono, ma le scosse sono arrivate molto lontano). Inoltre come già scritto, l'emergenza comincia ad essere anche ambientale, vista la distruzione di impianti chimici della regione.

Nel frattempo a Shanghai sono stati sospesi i titoli di 45 aziende dello Sichuan: impossibili mettersi in comunicazione. E mentre Berlusca chiede l'aiuto di Dio, una inviata del The Guardian, Tanja Branigan, descrive quanto vede nella città di Chengdu, capoluogo del Sichuan: qui link e mp3 da scaricare.

 

[Terremoto in Cina] Il giorno dopo

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 03:58
Si contano i morti in Sichuan, dove pare aumentino di ora in ora. A mezzogiorno ora locale, si parla di 10 mila morti.

Per la Cina l'anno delle Olimpiadi è stato un disastro dietro l'altro: tempeste di neve in inverno, infezioni, inflazione e ora il terremoto.

In questi casi la grande famiglia cinese si raccoglie e si unisce ancora di più, chiamata all'impegno, al sacrificio dai propri leader. Ieri a Shanghai, i grandi schermi nel centro cittadino anziché i consueti spot commerciali, mandavano la diretta della televisione. Tante le persone a guardare, come in un macabro cinema all'aperto, gli aggiornamenti dal Sichuan.

L'attenzione è alta: ieri sera alle 23 circa mi sono preparato un caffè, perché avevo da fare, scrivere, bregare, cercare di capire una parola su cento anziché le conseute trecento, eccetera dalla diretta televisiva. Mi ha suonato alla porta il mio vicino di casa, chiedendomi se anche io sentivo odore di gas. Gli ho detto, a gesti e poche parole, che stavo preparandomi il caffè. La preoccupazione è alta e un minuto prima la CCTV aveva invitato (nelle zone scosse, però, mica a Shanghai!) di chiudere gas e prendere alcune precauzioni. Il tipo era decisamente preoccupato. L'ho rassicurato. E lui mi ha detto "take care", in un inglese abbozzato. Qui è così: se sei nella famiglia, i cazzi tuoi te li puoi scordare...

Il premier Wen è là, in prima linea.

Dalle 12 ha fatto rimuovere i recinti di protezione e megafono alla mano si è portato nei pressi di macerie, in cui ancora si scava alla ricerca di persone miracolosamente rimaste vive.

La notte ha reso le operazioni di salvataggio più difficili e non giova il completo black out delle comunicazioni telefoniche.

Inoltre la caduta di fabbriche chimiche e il conseguente disperdersi nell'aria di sostanze tossiche ha provocato ulteriori evacuazioni. Un vero e proprio disastro. Umano, economico ed ecologico. 

Dall'aereo Wen, intervistato dalla CCTV, ha rivolto un appello accorato ai compagni (tóng zhì, 同志) di partito: ora è il momento di una leadership forte, che sappia sacrificarsi per il proprio popolo.

I topic di cui si parla oggi, insieme alla necessità di ricostruire, mi pare siano i seguenti:

  • predizione della sciagura, un articolo di China Daily

  • riflessi economici (ovvi e disastrosi) per l'economia cinese: il parere del Wall Street Journal e di Bloomberg

  • il terremoto a Shanghai: solo paura, ma nessuna vittima. Oggi per altro a Shanghai tira un vento fortissimo, un mini tái fēng pre estivo. Per i cinesi però, il tái fēng (grande vento) è abbastanza normale. Meno per noi: stamattina mi pareva venissero giù le finestre. Rapide folate, forti e rumorose. Ma tutto ordinario. 

  • Parole di footonearth da Beijing.

Un altro ragionamento, infine, anticipato ieri da una lunga diretta televisiva della CCTV, colma di notizie e tagli a interviste, si occupa di indagare le cause e indicare un dato evidente: le costruzioni poco sicure, spesso vecchie del Sichuan. Case, ma anche fabbriche, scuole.

Seguiranno news. 


[Terremoto in Cina] Shanghai trema! Vittime in Sichuan.

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 07:22

Upgrade:

* E riecco l'ansia di controllo: Not confirmed, but from reliable source: "Propaganda dept has banned news outlets from sending own teams. All stories have to be from Xinhua."

* China Daily se ne è accorta. Hu Juntao manda rinforzi in Sichuan

* Si comincia a parlare di vittime, di scuole distrutte (fonte CNN, riportati dai quotidiani italiani). 4 morti e 100 feriti, secondo altre fonti.

* Inoltre si comincia a discutere della nota diga, secondo alcuni responsabili dell'aumento delle probabilità sismiche.

* China Eastern annulla i voli per Chengdu (nello Sichuan).

* Interessante questa pagina (in cinese) del Governo Provinciale del Sichuan: in pratica la sera del 3 maggio c'erano state le prime avvisaglie.

Da Shanghai: Belin! Prima gli autobus che esplodono, ora pure il terremoto.

Ero lì che mi compravo il caffè, nel primo piano sotterraneo di un mega mall, il City Center, nella zona in cui vivo, ancora smadonnante, dopo avere passato la mattina negli uffici di polizia per il fottuto certificato di residenza.

A un certo punto salgo le scale e vedo tutti, TUTTI, uscire di corsa. Uh, ho pensato, meglio fare esattamente la stessa cosa. Esco e fuori: migliaia di persone. Al cellulare, a fare foto, a urlare, a guardare. A quel punto ho chiesto cosa fosse mai successo. Scossa di terremoto, l'edificio ballava, mi dicono. Torno in ufficio e per la strada è pieno di gente, strade invase. Vado on line e vedo che non è accaduto solo a Shanghai, ma in parte della Cina (partendo dalla regione del Sichuan). Comunque, qui, pare tutto tranquillo. Seguiranno news.

Video, foto, racconti

Per ora, con prese dirette (in inglese), consiglio questo link.

Il racconto dei giornalisti dello Shanghai Daily.

Un video di un'evacuazione a Pechino.

Un video di un'evacuazione alla Xi'an Tech. University.

Immagini su flickr delle varie evacuazioni.

Cronaca su Twitter di un americano a Chengdu

 


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