beirut

21 Giu, 2007

[Sarpi - Shanghai +51] Pirateria e Media in Zhōng Guó (intro)

Dazebao — Inviato da beirut @ 03:46

***intanto grazie a Katia che nella notte mi ha destato con un sms. Mai così gradito: il supercapo che viene mandato via e pure indagato - ed era l'ora - per il g8. Per Colucci? Fournier? O forse – anche se non tecnicamente – grazie a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno raccontato gli eventi e grazie a che li ha aiutati a farlo? Mi viene fuori perfino il latinorum...Testibus, non testimoniis creditur. :-))) ***


Richiesto, sollecitato :-) da Espanza, eccomi a scrivere di pirateria. Ok Espanz, possiamo partire con il nostro piano globale totale...aspetto il tuo film, così lo linko, esattamente qua...:-) 

In realtà ho deciso di imbarcarmi in qualcosa di più serio. L'impressione che ho dopo due mesi in China, occupandomi, bene o male, di comunicazione è che qui si sia in un nuovo periodo molto simile al nostro boom della new economy. Le università che vanno per la maggiore sono quelle che propongono sofisticati corsi di marketing, economia (specie per stock market e capacità di arricchirsi in fretta), design. Piccole web company lavorano per Nike, Heineken, con progetti da 50mila euro l'uno, quando il progetto è “piccolo”, vanno in Borsa, scoppia l'ecommerce- mania, mentre in Europa si parla di crisi delle piattaforme di vendita on line. Anche gli studenti vogliono i soldi facili, ci si arrangia: prestiti da amici e tutto ciò che è illegale, pirateria compresa. La questione è che, se la nostra new economy ha impiegato 3 anni per svelare il suo flop, qui probabilmente ce ne vorrà molto meno, perché i tempi corrono a una velocità infinitamente più rapida.

Gli spazi, ad esempio, per quello che viene definito email marketing, sono praticamente chiusi, il bombardamento mediatico è incredibile, la discrepanza sociale che viene a crearsi è difficilmente narrabile. Sul mio cellulare cinese ricevo almeno 2 sms al giorno di offerte, puttanate, bullshits. E' dura stare dietro ai mille esempi che testimoniano lo scricchiolio di una società che, pur nella sua cultura millenaria, si trova sbattuta in acque agitate in termini di stabilità sociale. E hai voglia a parlare di società armoniosa. L'unica armonia forse è per gli uomini di Partito, finché la corrente è quella giusta.

Allora, partendo dalla pirateria, ho ritenuto più utile fare un excursus su cosa ha significato sulla socialità cinese l'avvento della cultura tecnologica e digitale, per beccare insieme pirateria e trend economici, lavorativi, sociali. Ho avuto fortuna, perché ho trovato un articolo lunghissimo, ma interessante, molto, di David Moser, una delle firme di Danwei.org, il mio sito preferito in termini di riferimenti medio-socio culturali sul continente cinese. Ho deciso di tradurlo, mischiandolo con riflessioni mie, fatte di esperienza vissuta e comparazione con l'Italia. Poiché molto lungo lo divido in più post. Intervallati dalle mie avventure cinesi, ne ho uno su piscina e bagni (intesi come docce e vasche pubbliche) interessante...:-)

La traduzione non è letterale, in alcuni casi divago o forse aggiusto, in altri forse complico o non traduco troppo bene, in ogni caso alla fine vi metterò i pdf di entrambi i documenti, così che possiate compararli se proprio ci tenete...:-) Specie l'ultima parte, che non mi ha convinto, sarà ancora più tradimento, che non traduzione (come piace dire agli Appoggiati...)

Prima di partire alcuni dati: ad ogni angolo di strada si possono comprare copie piratate di qualsiasi cosa. Teniamo presente un punto di partenza: un dvd originale costa 2 euro, una copia 20 centesimi. Per noi non è niente, per loro è una bella differenza (con 2 euro si può pranzare e cenare anche a Shanghai in locali tutt'altro che disprezzabili specie per la qualità del cibo: noodles fatti a mano e zuppa 1 euro, dumpling fatti a mano e verdure a 1 euro). Andare al cinema costa 9 euro. Un'enormità.

Uno stipendio di un junior account è di 450 euro al mese, di una consulente di una scuola di inglese, come già sapranno gli aficionados, è di 170 euro. Un manager dell'industria del tabacco coi controcoglioni, nel senso privo di scrupoli, che decide di imbarcarsi in qualche black deal, arriva a beccare un milione di dollari all'anno. Il più delle volte una buona parte è cash. In nero. Ne ho conosciuto uno, anzi, un ex. Nel film “Insider”, mi ha detto, il 90 per cento delle cose raccontate sono la pura verità. Immagina cosa vuol dire in China, il paese delle grey areas.

L'era Pre-Digitale

Negli anni 90 l'avvento della tecnologia digitale e la possibilità di accedere a numerosi prodotti illegali provenienti dall'estero, ha portato a straordinari cambiamenti nel panorama dei media cinesi. Il Governo si è trovato impreparato a un così rapido e caotico scossone, ma ha cercato fin da subito le contromisure. In gioco c'era un leit motiv particolarmente caro alla nomenklatura: il rischio della corruzione dello spirito cinese. La velocità degli eventi, unita alla particolare forma di controllo del Governo sui media, hanno dato vita a una forma del tutto peculiare di Schizofrenia da parte del Partito Comunista nel suo rapporto con i media.

 

Sebbene la caduta della Banda dei Quattro (nel 1976 muore Mao Ze Dong, il 9 settembre: è guerra interna. La Banda dei quattro, Jiang Qing, vedova di Mao, Wang Hongwen, Zhang Chunqiao e Yao Wenyuan, sono accusati di complotto contro il Partito e lo Stato, inizia una campagna contro di loro, il processo sarà nel 1980. Nel 1977 Deng Xiao Ping, prima accusato di fare parte del “vento di destra”, vince la sua battaglia e diventa Vice Presidente del Comitato Centrale del Partito) alla fine della Rivoluzione Culturale, aveva portato a un disgelo della vita politica quotidiana cinese, il Partito Comunista ha continuato, nel corso del tempo, ad assumere un ruolo di centralità in termini di controllo su tutto ciò che in China è comunicazione. Tutto ciò che arrivava dall'estero era sottoposto a censura o addirittura completamente escluso dai media locali.

Il controllo era possibile sia grazie ad una bassa diffusione dei mezzi di comunicazione (nel 1980 solo il 5% della popolazione urbana possedeva un televisore), sia per il fatto che nessuno aveva accesso al satellite per vedere programmi stranieri. Per i normali cittadini era piuttosto complicato, se non impossibile, lasciare il paese: venne così a mancare la possibilità di portare dall'estero musica o film o più in generale conoscenze e trends. I Compact disc e i Dvd non esistevano ancora, solo alcuni film provenienti dalla Russia erano piuttosto familiari al pubblico, a simboleggiare l'alleanza cino sovietica. Dall'America non arrivava quasi nulla. Alla fine degli anni 80 gli unici due film conosciuti erano The Sound of Music (ovvero Tutti insieme appassionatamente) e Via col vento.

(segue)


Commenti

  1. azz, ti ho svegliato? Uff, non ho ancora capito come calcolare il fuso orario.
    Cmq, pare che sia per Colucci- attualmente indagato per falsa testimonianza - Pare, dico, pare che il "capo" abbia fatto alcune pressioni per far si che Colucci in aula cambiasse la sua versione circa l'arrivo di Sgalla alla diaz. Cmq, tra poco se ne saprà di più....
    baci

    Inviato da katia — 21 Giu 2007, 08:36

  2. fatto :)
    il pezzo sul film e' su,
    in attesa di nuovi strabilianti flussi ridondanti

    Inviato da espanz — 21 Giu 2007, 11:38

  3. Per Katia, ti ho mandato sms, anyway non sei l'unica e cmq non è cosi' difficile...:-P qui siamo 6 ore avanti. Ora da voi sono le 18.16, qui 00.16. Cmq no prob, non dormivo...è che umidità a 200%, aria condizionata a palla e escursione tra giorno e sera mi hanno ovviamente colpito e rese insonne come un bacco raffreddato...e cmq è stata una gradita news, anche se alle 4 e mezza di notte...:-))**

    Espanz: Liknato!! domattina, mia, piazzo la seconda parte che entra un po' nel vivo della questione e ti rilinko...:-***

    ciao
    b.

    Inviato da beirut — 21 Giu 2007, 16:19


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