beirut

23 Giu, 2007

[Sarpi - Shanghai +54] Shuǐ!

Rén Men — Inviato da beirut @ 16:47

E mormora e urla, sussurra, ti parla, ti schianta,
evapora in nuvole cupe rigonfie di nero
e cade e rimbalza e si muta in persona od in pianta
diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero.

Shuǐ, ovvero l'acqua. Prima però due news: stasera non riesco a collegarmi a youtube. Ma vedo wikipedia. Bah. Allora l'acqua. Elemento importante, come non sottolinearlo. Qui in China non a caso è nato il feng shui (vento e acqua), antica disciplina geomantica che in Occidente ha fatto diventare ricchi tanti ciarlatani. Metti l'acquario lì, metti il muro là e sarai felice. In ufficio una ragazza ha sulla scrivania un piccolo acquario con due pesciolini, uno rosso e blu, l'altro blu e rosso.

Lei non lo sa, ma è genoana. Comunque hai voglia a essere elemento di terra quando l'umidità e il caldo sono tali che quando devi uscire dall'aria condizionata dell'ufficio, preferiresti morire. E allora acqua, acqua. Ha un gusto più dolce qui l'acqua e di solito, nei bar, la servono calda con del limone che ristagna per secoli dentro. Fa bene alla salute. Si ma io a volte ho necessità di acqua gassata a garganella.

Poi vado in piscina. Organizzare una partita di calcio qui pare sia impossibile e allora ripiego sull'acqua, che tanto ne ho bisogno. In piscina la prima volta arrivo e mi dicono, Devi fare la tessera. Che tessera, scusa? Quella sanitaria. Ah dove, e mi indica una scrivania con una tipa che legge un giornale in modo serioso. Uh mi sembra di essere in Italia, burocrazia rulez.

Vado, la tipa manco alza la testa. Dovrei...Mi indica col dito qualcosa da guardare. Ma non ci sono gelaterie di lamponi, bensì una mano che indica 5. 5 yuan. Ok eccoli. Eccoti la tessera, senza neanche guardarmi in faccia. Torno al bancone. Ecco la tessera. Eh ma devi fare il biglietto. Mi sembrava di essere in Turnè, nella gag Abatantuono Bisio al benzinaio. Esco faccio il biglietto. Sono 30 yuan (3 euro, per quanto tempo vuoi...). Come 30, c'è scritto 25. Si ma 5 sono per la tessera. Ma io ce l'ho. Dove? Uh l'ho lasciata al bancone. Senza tessera sono 30. Ok ma credete che prima che faccia notte potrò intingermi nella vostra preziosissima acqua?

Ritorno, prendo il biglietto e ritorno al bancone, Dammi sta cazzo di chiave dell'armadietto, fatemi entrare! Hey ce l'hai la cuffia, sennò non puoi entrare...Ti pare che non lo sappia che serve la cuffia? Eh hai visto mai, sei straniero. Guarda che anche in Italia, vabbè ce l'ho. Ho anche gli occhialini. Quelli non sono obbligatori. Grazie, ciao simpatia.

Finalmente entro negli spogliatoi, odore di bisonte in salsa di soia. E vabbè il resto è schiamazzi, occhiate per vedere se è vero che gli occidentali...insomma. Imbarazzo anche. Ogni volta che vado sono sempre l'unico straniero, ormai però gli orari creano abitudine e con qualcuno quasi ci si saluta, anche se le maniere gentili non sono propriamente di casa, qui. La piscina è quella pubblica, vicina al mega stadio di Shanghai. Ho scoperto che non ci si può andare all'ora di pranzo. E' chiusa. E' del Governo, che non è che ha bisogno di soldi, quindi i dipendenti pubblici a pranzo col cazzo che stanno a lavorare. E poi qui ci vengono solo cinesi e durante la pausa pranzo a nessun cinese verrebbe in mente di andare a nuotare. E vabbè e i non cinesi? Hey ma gli stranieri mica vengono qui, hanno le piscine degli alberghi di lusso.

Non esagerare tu, ogni tanto fai un bagno anche tu nell'occidente, mi hanno detto ridendo...

L'esperienza più mistica e fantastica e emozionante però è quella dei Bagni Pubblici. Anche in questo caso vado con Ly e quindi sono sempre l'unico straniero. I cinesi vivono per il lavoro e quindi hanno bisogno di valvole di sfogo. Una di queste è il bagno pubblico. Fantastico. Arrivi, in una specie di hall d'albergo, ti togli le scarpe e provi l'ebbrezza del primo paio di ciabattine della serata. In totale ne cambierai tre durante la permanenza. Messe le ciabatte, ascensore e via al piano delle docce e dei bagni. Arrivi e trovi un corridoio gigante pieno di armadietti, hai il tuo bel braccialettino con il numero. Contornato da un centinaio di ragazzi che ti dicono cosa fare, dove andare. Sistemata la roba nell'armadietto cammini, tu e le tue ciabatte, nudo per l'intero complesso.

Frutta, cotton fiok, profumi, essenze. Docce belle grandi, begli odori, ogni genere di prodotti naturali che anche gli uomini qui sono fissati con la pelle. Ci puoi stare quanto vuoi, per 10 euro. Ti lavi i denti sotto l'acqua, poi via verso le vasche. Grandi, immense, piene di fiori e di panzoni cinesi. Anche in questo caso l'augello occidentale desta grande interesse, ma dopo un po' non ci farai più caso. Certo quando qualcuno ti guarda e ride, gli devi fissare “il suo” e poi il tuo e guardarlo con aria piuttosto divertita e come a dire, “vuoi mettere”. Ma sono storie di incroci di peni in segno di reciproca stima.

Nelle vasche ti piazzi e ti rilassi, i flussi ti accarezzano lo spirito, ti leccano il cervello e capita anche di addormentarsi. Poi si esce, ci si asciuga, ti puoi pesare, cospargere di olii e essenze, asciugarti con macchine che ti soffiano aria calda, sederti e mangiare un po' di frutta, rilassarti ancora un po' vicino alle vasche guardando stupidi in magliettina e pantaloncini corti che dietro a un pallone soffrono al caldo. Poi cambi le ciabattine e ti metti un ridicolo e imbarazzante completino mix China Hawaii: pantaloncini e una maglietta. Se invece te ne vuoi andare, te ne vai e ti risparmi il vestitino. Io e Ly, finora, siamo andati sempre al venerdì, andiamo su, al quarto piano, agghindati in quel modo. Passiamo una specie di enorme sala dove altri agghindati come noi, in una specie di teatro, ascoltano musica dal vivo stravaccati sui divani e giocano a una specie di bingo. Lì si riuniscono le famiglie, bambini, bambine, mogli e mariti, prima divisi nei rispettivi bagni. Puzza di fumo che un po' contrasta con gli odori appena usati. Al quarto piano c'è il massaggio. Normale. Che qui c'è una gamma di massaggi che vabbè.

Arrivati al bancone dei massaggi devi prenotare una stanza, l'abbiamo presa doppia così possiamo chiacchierare, abbiamo detto. Di solito è tardi, le undici, le dieci e mezzo. Parte il massaggio e devi urlare, altrimenti la tipa o il tipo ti spezzano in due. Perché se non urli ci rimangono male e allora devi assecondarli. Il mio problema è che di solito mi addormento. Mi chiede se sei italiano davvero. In che senso? Mi ha detto che non sembri avere solo sangue italiano, mi dice che sembri un terrorista. Vabbè, digli che sono anche un po' armeno. Un po' cosa? Si digli che in effetti sono talebano, quindi di non rompermi, se possibile, tutti i tendini delle caviglie.

Dopo una buona ora e qualcosa le marcantonie massaggiatrici se ne vanno, arriva un altro e ti chiede, Volete dormire qui? Ma perché no, siamo secchi, d'altronde. E allora ordini un the bollente che le foglie ci mettono mezz'ora ad andare giù, dormi completamente esausto, ripulito dalle scorie del lavoro, delle pressioni e delle menate. Il mattino dopo ti alzi, altra doccia, altro bagno, poi paghi, in tutto sono 20 euro circa e fine. E al lavoro senti ancora l'acqua scrosciarti addosso e Shanghai, prima di divorarti ancora coi suoi ritmi, deve impiegare qualche ora in più.

Sciacqua, sciaborda,
scroscia, schiocca, schianta,
romba, ride, canta,
accorda, discorda,
tutte accoglie e fonde
le dissonanze acute
nelle sue volute
profonde,
libera e bella,
numerosa e folle

[p.s. Per i cognitari in ascolto. Lo so che è D'Annunzio, che sicuramente non apprezzo nelle sue scelte di vita. Ma adoro perfino Eliot, T.S. e Celine. Distinguere l'opera dalla vita è la prima cosa che ho imparato in fatto di arte. Mai fidarsi degli artisti, almeno della maggioranza dei casi....:-)]


Commenti

  1. anche io mi sento in animo di dedicare a te e a tutti gli esimi lettori una breve lirica spero della stessa caratura delle altre sinora postate. E allora, via alla declamazione:

    fang yong, tau fu
    Shao mai, long pao
    Chao gi, saguo, wanton

    E' il menu da 9,90 del ristorante China di Stelvio. A mio parere la summa della cultura china contemporanea.

    L'honduregno Suazo all'Inter dopo strenuo braccio di ferro... una campagna acquisti stellare, nevvero.

    Inviato da tuasorella — 23 Giu 2007, 17:31

  2. oh, socio, ma ti sei rincoglionito? Ti giustifichi perché usi dannunzio? guarda che mao ti ha fatto il lavaggio del cervello. chi non apprezza dannunzio per le sue "imprese politiche" si è messo da tanto tempo il paraocchi :)

    Inviato da nero — 24 Giu 2007, 07:29

  3. Dopo docce ,massaggi...
    la mattina successiva:

    M'illumino
    d'immenso
    (G.UNGARETTI)

    Bacioni.

    Inviato da elisa — 24 Giu 2007, 07:59

  4. Socio, mica era una giustificazione...ma come tenevo...a poche ore di distanze dal post ho ricevuto formale richiesta di pubblica ammenda dal governo chinao. Oggi verranno a prevelevarmi solerti fuznionari governativi e mi recheranno in piazza del Popolo con un cartello con scritto "Ho citato a sproposito un nemico del Popolo".
    Io chiederò scusa e citerò qualche terribile verso di Majakosky in segno di perdono...

    :-)))

    Cmq la prima citazione era Guccini eh...ciao!

    b.

    Inviato da beirut — 24 Giu 2007, 08:30

  5. da sempre seguiamo con estrema attenzione il suo blog perché siamo molto interessati a come gli occidentali come lei, provano a comprendere la nostra cultura

    siamo però molto delusi da lei,
    deluri e rammaricati.

    non solo a causa della leggerezza con cui cita pseudo intellettuali, che altro non sono che nemici del popolo e della rivoluzione,
    ma soprattutto per l'ironia con cui tratta i nostri sistemi per la conservazione dell'armonia;

    il partito è esremamente deluso da lei

    la invitiamo quindi a fare pubblica autocritica dinnanzi al popolo

    a tal fine verrà preso in custodia dai volontari per la cura e la conservazione dell'armonia, affinché possa venire purificato e ricondotto ad una retta concezione della cultura della repubblica popolare.

    Inviato da Hu Jintao — 25 Giu 2007, 10:53


Aggiungi un commento


authimage






Powered by LifeType