beirut

28 Lug, 2007

[29 luglio 1900] Nella casa del ladro

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 10:20

***Ieri è morto Giovanni Pesce, medaglia d'oro ed eroe della Resistenza. Sempre meno chi ricorda. 

Amore ancora scorre l'odio nelle vene e il sangue ogni giorno torna nella terra, lungo la strada per l'inferno ognuno col suo proprio dio, con il suo odio e la sua guerra, ti guardi indietro e casa tua e polvere nel vento, le bambole spezzate tra le auto bruciate non sorridono più. Per la strada che non ha ritorno, due fili due condanne la vita salta via. ***

E un giorno dopo l'altro arriva il 29 Luglio. Tra mostri dell'estate, 900 e Uno, incontri, rincorse, riagguantamenti in corsa, da fermo, ovunque. In attesa del nuovo viaggio in China un tuffo nell'Europa, nell'Italia. Del 1900. A la prochaine.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
Mi guardo intorno nella casa del ladro: è tutto rubato
Pure l'aria che adesso respiro con il fiato corto
è frutto di un furto.

Quando un ladro trova un ladro dentro casa non è mica contento
E difatti quel ladro mi vede e mi dice: "stai attento"
Lui mi dice: "guardami bene, io non sono ladro soltanto.
Io sono il padrone."
Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

Ma io dico che suonare un sonaglio davanti un serpente
Io dico che pure il serpente, pure quello, si pente
E capisce che sputare veleno per tutta una vita
non è servito a niente.

Ma il padrone è una cosa diversa, è uno strano serpente
Il padrone è una cosa diversa, è una bestia curiosa
Lui comincia succhiando il latte da quando è bambino
Ma poi succhia ogni cosa.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

E difatti alla fine il padrone è una specie di ladro
Solo che quando ruba il padrone non è mica reato
E anche quando che viene arrestato il suo alibi regge
Perchè lui è la Legge.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
E quel ladro mi dice che lui non è un ladro soltanto
Ma neanch'io sono un ladro gli dico e così mi avvicino.
Io sono un assassino.

E così sotto il cielo turchino c'è un padrone di meno.

Emanuele Filiberto di Savoia ha recentemente dichiarato che "L'Italia è un paese pronto per una monarchia costituzionale". In considerazione di questa dichiarazione del principe, volevamo dedicare questa canzone a Gaetano Bresci, tessitore, anarchico e uccisore di re.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino


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