beirut

28 Ago, 2007

[Sarpi - Shanghai +97] Wuxi Wuxi ((2))

上海 shngh dintorni — Inviato da beirut @ 03:11

Io l'ho visto: era piccolo, non sembrava neanche rosa, sembrava bianco. La strada era deserta, c'era una luna abbastanza luminosa e al solito non c'erano stelle. L'aspetto surreale era che un lieve vento muoveva tutte le cartacce lasciate per terra da tutti gli zozzoni che precedentemente avevano mangiato sui marciapiedi, come si usa qui a Wuxi. Ma non c'era nessuno. Solo un taxi è passato sfrecciando e lui quasi si è nascosto, proprio lì, nei pressi del negozio “All Day”. Annusava qualcosa, forse qualche avanzo o forse leccava qualche cartaccia o odorava i mille mozziconi di sigaretta per terra. Poi a un certo punto, come se mi avesse visto, ha preso veloce la strada sulla destra, quella che porta verso la stazione. Io ho inciampato, stanno facendo troppi lavori a Wuxi e l'ho perso di vista. Mi sono appoggiata al muro ero anche un po' ubriaca. Mi sono accesa una sigaretta e li ho visti. Erano tre: due poliziotti e un uomo in pantaloncini corti, sigaretta in bocca e una maglia da basket, rossa. Correvano e urlavano. L'uomo con la sigaretta parlava da contadino, si muoveva da contadino, si vedeva chiaramente che non era uno di qui. Parlava ai poliziotti con timore, anche in una situazione in cui avrebbe dovuto dare lui gli ordini.

Ok ok, la interrompe, Ly, taglia corto! Long story short. L'hanno trovato sto cazzo di maiale?

Li Ya Ya ha 23 anni, fa la cameriera in una ktv, è una delle ragazzette che scelgono le canzoni, che versano il the, che portano da mangiare, che si assicurano che tutto funzioni a dovere. Viene dal Nord Ovest, da Kashi, cittadina commerciale del Xinjiang, la regione chiamata Turkestan Cinese. Pocihé è una regione con volontà indipendentiste e troppo vicino al Tibet, in China ogni informazione sulla provincia è censurata. Ad esempio wikipedia su Xinjiang non va. Li Ya Ya non è una Uyghur, la minoranza etnica che popola la regione, la più grande della China. E' una Han. Si sono trasferiti lì un sacco di Han, mi spiegano, da lì partono tutte le nostre cosine nello spazio. Per me potrebbero pure diventare indipendenti, tanto sono tutti contadini, mi dice Ly.

Li Ya Ya gli fa il verso, cominciano a insultarsi in cinese, allegramente. Vabbè, li interrompo, sto cazzo di maiale, chiedo, dove è ora?

A quel punto interviene Filippo, il nostro contatto a Wuxi. Giovane e magro come un chiodo, ha 28 anni, lavora in una fabbrica che produce materiale plastico. E' al soldo dei giapponesi, come la maggior parte della gente impiegata a Wuxi. La vicinanza della città (una cittadina, per i cinesi, avendo solo 5 milioni di abitanti) a Shanghai, ma il minore costo del terreno, hanno fatto di quest'area un'immensa fabbrica giapponese che produce ogni genere di manufatto o macchinario per produrre plastica. Filippo si chiama Filippo in onore di Filippo Inzaghi. Quando me lo dice ho una sorta di svenimento. Quando poi mi porge il suo biglietto da visita e vedo che la sua mail è rossoneri1899 @qualcosa, rimango di sasso. Quando mi chiede se è vero che Ronaldo era andato via dall'Inter per colpa di Seedorf e la sua terza gamba sono allucinato, quando infine mi dice che in ogni caso odia Galliani e Berlusconi mi riprendo.

Domani vi facciamo il culo, mi dice, riferendosi a Genoa Milan. Lo so, ma noi abbiamo la maglietta più bella del mondo, voi no, gli rispondo. Tiriamo su un barsport che neanche al pub24, addirittura a un certo punto stiamo parlando del campionato spagnolo di serie B. Ly ne ha abbastanza. Vabbè sti maiali? O volete parlare di calcio tutta la sera?

Filippo lo guarda e mi dice, Senti, ma secondo te, quanto ha influito il ritorno del ruolo del regista alla Pirlo nella vittoria dei campionati del mondo da parte dell'Italia?

Stiamo mangiando in una viuzza che è un immenso ristorante all'aperto. Sono le undici di sera, l'aria comincia a essere respirabile perché ci sono meno auto in giro e perché si alza una lieve brezza che senza il sole comincia a essere meno calda e afosa. Ordiniamo birra e sprite e una variegata quantità di spiedini. I miei preferiti sono quelli di carne mista, ma anche quelli di seppia, con soia e una salsina che nessuno sa dirmi come si chiama ma soprattutto cosa è, sono la fine del mondo. Qui è consuetudine mangiare fuori, d'estate. La gente se la gode, ogni tavolino è pieno. Rispetto a Shanghai ci sono meno marmocchi in giro e al ristorante si sentono di conseguenza meno strilli ma più scracchi. Io preferisco gli scracchi. La differenza grossa è anche che non ci sono scritte in inglese, tutto è in cinese.

La città è un cantiere: essendo un piccolo centro produttivo tutto è concentrato per le prossime olimpiadi. Nel corso del pomeriggio siamo stati un'ora al sole per trovare un caffè, stazionando di fronte alla Banca. Sembravano un gruppo d'assalto sfigato.

Poi siamo tornati nel nostro alberghetto aspettando le tenebre per rimettere il muso fuori. Il nostro alberghetto era leggermente fuori dal centro, proprio sulla sponda del fiume che attraversa la città e in prossimità di uno dei parchi più grossi, una delle attrattive turistiche di Wuxi. Filippo si era sbattuto tutto il giorno per trovare un ristorante. Tutto pieno, continuava a dire. Possibile, avevo chiesto, che tutti vadano a mangiare fuori stasera? Poi ho capito: in China oltre alle sale ogni ristorante ha mille salette private, per mangiare senza il casino, insomma per la privacy o boh. Allora gli ho detto di non preoccuparsi, ma tant'è. E' la nostra cultura, mi fa Ly, quando vai a trovare degli amici in un'altra città questi cominciano a sbattersi per assicurarsi che la tua ospitalità sia perfetta e soprattutto che tu non paghi niente.

Alla fine, in cambio di qualche rivista italiana di calcio che dovrò portargli la prossima volta, Filippo capisce e accetta l'idea di non prenotare e di andare un po' alla cazzo. Ed eccoci al barbecue all'aperto. Ed ecco Ly Ya Ya.

--segue ---

    prima parte, qui 


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