beirut

10 Set, 2007

[Shanghai - Sarpi - Genova] La banalità dell'onestà: la visione della storia e i complotti a senso unico

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 07:32

 
Una breve distrazione dalla Cina. Ieri sera è andato in onda su Rai Tre il documentario di Lucarelli (lo scrittore, non il centravanti) sul G8 di Genova. Io e il mio socio (e un terzo via telefono) abbiamo smadonnato, inveito, la televisione stava per finire nel cortiletto del palazzo. Poi stamattina al bar, un paio di persone con cui solitamente al lunedì si chiacchiera di calcio e calcio, hanno puntato la discussione dei “10 minuti di colazione” sulla trasmissione di Lucarelli. Paura eh?

Insomma alla fine io ho ascoltato e loro mi hanno esaltato il Lucarelli, dicendo che per la prima volta era stato chiaramente mostrato come la polizia e i carabinieri avessero solo menato a Genova. Io annuivo. Poi hanno proseguito, “al black bloc gli hanno lasciato fare tutto e hanno menato gli altri”. E rieccoci allora. Il messaggio è sempre quello.

Rimane dunque, dalla trasmissione di Lucarelli, qualcosa che tutto sommato tutti avevano già digerito e sputato fuori a ripetizione: è colpa del black bloc. Come direbbe Lucarelli, mettiamolo un attimo da parte, ci torneremo.More...

Se il documentario di Lucarelli fosse un libro...ci sarebbero almeno tre macroscopici errori, non per fare i precisi, ma perché nelle aule di tribunale li avevamo considerati come ottimi risultati ottenuti dopo mesi di lavoro da cani rabbiosi: in primo luogo la carica sul corteo di Tolemaide (tute bianche) non fu causato da nessun lancio di oggetti. I carabinieri con a capo il capitano Bruno, guidati dal funzionario di polizia Mondelli, decidono una carica dissennata e soprattutto non richiesta contro il corteo autorizzato. Mondelli, funzionario Ps, che stando alle leggi italiane deve comandare i carabinieri durante l'ordine pubblico, è completamente in balia di quest'ultimi. Senza motivo, anziché recarsi dove si sarebbero dovuti recare (prima in piazza Giusti, poi a Marassi) i carabinieri attaccano il corteo. Lucarelli: “le pietre furono lanciate dai black bloc”. Non è vero.

Secondo: piazza Alimonda non nasce da una controcarica dei manifestanti contro i poveri carabinieri. Nasce da un clamoroso errore di Lauro (funzionario ps) e Cappello (oggi maggiore dei carabinieri): con un manipolo di uomini, senza più lacrimogeni, si mettono ad attaccare la fiumana che corre e arriva da Tolemaide. Dopo ore di scontri (“la battaglia” per lo stesso Lucarelli) l'unica reazione che le forze dell'ordine potevano aspettarsi era una rincorsa nei confronti del manipolo di carabinieri. Che rinculano e si ritrovano (e questo Lucarelli lo dice) i due defender che assolutamente non dovevano stare lì. Il resto si sa.

Infine il corteo del 21 luglio. Per Lucarelli sono di nuovo i black bloc a scatenare l'inferno. Peccato che anche nelle aule di tribunale si sia dimostrato come la carica che tagliò in due il corteo (300 mila persone) fu opera di polizia e guardia di finanza, senza che niente fosse accaduto prima.

Niente di che, solo piccolezze pignole, forse. Rimane un dato più inquietante: da tempo anche nella cultura che potremmo generalmente definire di sinistra, al solito, si afferma, si snoda e si realizza l'egemonia culturale di chi decide che una certa storia è andata in un certo modo. Le sfumature non contano. E gli ospiti sono lì a testimoniarlo: Aliquò terribile nella sua verve poetica e teatrale, l'ex vice questore Burlando, il sindacalista del Siulp, quello del Silp e infine tre manifestanti che si sono vissuti le botte in piazza e poi chi la Diaz, chi Bolzaneto. Nessuno che potesse dare una versione diversa dei fatti, dopo 6 anni ormai del solito refrain. Onesto Lucarelli, quando attacca la Polizia e i suoi metodi, ma poco coraggioso quando si tratta di provare a cambiare la prospettiva delle cose. Come l'Italia di Donadoni, insomma.

Non è un caso che l'ultimo genere letterario molto in voga specie a sinistra (nell'esaltazione dei suoi contenuti), sia quello complottista e ammericano nello stile dei vari De Cataldo, a cui si aggiunge “l'urgenza letteraria” di Sarasso e la sua opera prima Confine di Stato.

Libro osannato da Evangelisti e molti altri: sicuramente godibile, leggibile, in alcuni momenti travolgente per scrittura e trama che si infittisce e schiarisce a ripetizione. Io poi vado pazzo per le citazioni, sia quelle alla luce del sole, sia quelle più nascoste. E il libro di Sarasso ne è impregnato. Peccato che da un punto di vista dello scheletro narrativo di fondo, a vincere sia la solita contrapposizione Dc- PCI – Servizi – Ammericani - Sovietici, con la consueta lettura dalla parte di chi, in ogni caso, a quei fatti è sopravvissuto e ha avuto modo di imporre la "propria storia", anche quella più esoterica e complottista. Come dire, dateci addosso, ma rimanete nei ranghi e nei limiti che noi vi imponiamo.

Nel libro di Sarasso, tra tante belle trovate e splendidi affreschi di complotti e “Male”, non si capisce perché, ad esempio, Pinelli si imbelini giù da solo dalla questura milanese. Forse in mezzo a tutti i complotti, Ferro (come chiamato nel libro) meritava qualche riflessione in più. Forse che Calabresi non si può osteggiare neanche nelle opere di fantasia? Anche perché alla fine leggere i '60, i '70 e poi gli '80 e i '90 solo e sempre dalla stessa visuale, risulta un po' noioso.

Il problema forse sta proprio qui. Chi prova a leggere criticamente la storia da altre prospettive (ad esempio Wu Ming) si dedica ultimamente ad altre storie. In Italia gli intellettuali sembrano invece voler ancora pescare dalle stanze dei bottoni, dalle impersonificazioni del Male, dagli intrighi di palazzo: c'è tanto materiale, vendite garantite, ma coraggio, al solito, poco. Molto poco. Alla fine queste storie sembrano essere semplicemente delle ottime messe in prosa delle storie scritte con termini legali e burocratici delle forze dell'ordine: tutto materiale che arriva dai Palazzacci di Giustizia, verità sancite da Corti, avvocati, pubblici ministeri, poliziotti e carabinieri. E timbrate dal potere politico, che le ha trasformate in lezioni storiche. Per il G8 sembra avverarsi lo stesso destino, se è vero che si è dovuti andare nelle aule di tribunale, in mancanza di una interpetazione/lettura/critica storica che arrivasse da un movimento che dopo il coma ora si può finalmente dichiarare morto. E che forse, nel suo complesso, non avrebbe osato confessare i peccati più gravi di quelle giornate, ponendosi ad esempio in un'ottica di obiettivi e risultati conseguiti, di errori e strascichi politici.

O forse no. Qualcuno interverrà, si spera.



Commenti

  1. ecco. grazie. le stesse cose che ho pensato io ieri sera, citazioni a parte ;)
    maska

    Inviato da maska — 10 Set 2007, 08:46

  2. A me sinceramente ieri sera era piaciuto. Chiaro leggendo il tuo post si, la lettura ormai è quella, ben triste. Sono anche in accordo con te sulla questione del coraggio degli scrittori. Ma chi c'è che potrebbe dire qualcosa di diverso?
    C'è qualcuno? Io non ne vedo.
    Ciao e buon ritorno dalla China a quanto pare...mica avrai finito i post cinesi però!!!
    :-)

    Inviato da p. — 10 Set 2007, 08:53

  3. belin, ti quoto parola per parola...
    (a parte le citazioni letterarie che sono cose di voi cognitari, io mi limito alle biografie di gianni bugno).

    la trasmissione mi ha detta la medesima tua impressione: c'era tanta, tantissima, troppa cronaca e pochissima indagine. gli eventi sono stati propinati cosi', senza sforzi di lettura, come dire che cosi' SONO andati e cosi' DEVONO ESSERE andati.
    mele marce in polizia e teppisti neri bruti e cativi tra i manifestanti. punto.

    in fondo, tra lucarelli lo scrittore e lucarelli il centravanti, sceglo tutta la vita lucarelli il difensore sperando che la sua intesa con hulk de rosa e ciccio bega vada crescendo sempre piu'... :))

    Inviato da cauz. — 10 Set 2007, 10:36

  4. Non ditemi che non avete letto, visto o sentito parlare di romanzo criminale, beline! :-)

    Invece: quello a cui servivano "le citazioni" era semplicemente per dire che esiste la versione di destra, quella di sinistra, quella dei ps, quella dei cattolici, quella dei pm, arriverà quella dei giudici. Manca la nostra e nessuno - se non in ambiti ristretti (con supporto ci abbiamo provato) - ci prova. Forse perché farlo cercando uno sbocco pop di massa avrebbe rovinato qualche carrierina politica. O forse perché i ns c.d. intellettuali preferiscono seguire il mainstream e le sue semplicistiche spiegazioni.

    Inviato da beirut — 10 Set 2007, 12:36

  5. Aldilà delle seppure importanti puntualizzazioni e ricostruzioni dei fatti,gli obbiettivi politici (anche se non ti piacciono i "complotti") che lor
    signori si erano preposti hanno visto nelle giornate di Genova la realizzazione piena.
    Ovvero il movimento di massa (seppur variegato e discutibile nella sua composizione) che stava crescendo in seguito alla inarrestabile crisi del sistema capitalistico (sovraproduzione-accumulazione assoluta di capitali..) e poteva rappresentare una nuova fase di lotte sociali,è stato
    smontato con ogni mezzo possibile prima
    durante e dopo.
    I processi porteranno a nulla come sempre... l'ordine costituito della sedicente democrazia da esportazione è riuscito a mettere un'altra pezza e mantenere il proprio regime di sfruttamento e morte sulla pelle delle
    masse popolari di tutto il globo.

    Inviato da fattore x — 10 Set 2007, 13:25

  6. non capisco. "Chi" e come avrebbe dovuto cercare uno sbocco pop di massa? supporto e il suo ambito ristretto ha comunque raggiunto qualche mainstream no? e quindi? direi che più che lo sbocco manchi la "massa"

    Inviato da t. — 10 Set 2007, 14:42

  7. figurati, romanzo criminale e' stato il mio libro dell'estate... :)

    Inviato da cauz. — 10 Set 2007, 15:57

  8. quella trasmissione non l'ho vista ma e' riuscita a fare cambiare idea sul g8 di genova ai miei genitori (fieri sostenitori fino a qualche giorno fa della colpa assoluta dei manifestanti e ora decisamente piu' obiettivi). Nella sua imprecisione e timidezza direi che puo' aver fatto del bene...

    Inviato da OoO — 10 Set 2007, 23:45

  9. OoO hai ragione. Infatti io credo che a livello generale quella trasmissione abbia comunque chiarito a molti una serie di comportamenti delle forze dell'ordine che forse molti non conoscevano.
    La mia critica non era rivolta più di tanto a Lucarelli, sinceramente, anche se mi aspettavo più rigore giornalistico in alcuni casi (ad es. Sabella, il magistrato che organizzò Bolzaneto e che fu archiviato per il rotto della cuffia, e che nella trasmissione invece passa come uno qualunque....), quanto ad un ambito più generale post g8, in cui a mio avviso è mancata una proposizione "forte" di una delle tante verità che si possono estrarre da quei giorni: la nostra. Che significa inquadrare l'ordine pubblico in un discorso più ampio, così come gli scontri, così come la Diaz, ecc.
    Qualcuno prima o poi lo farà...;-)
    ciao!
    b.

    Inviato da beirut — 11 Set 2007, 08:09

  10. "Forse perché farlo cercando uno sbocco pop di massa avrebbe rovinato qualche carrierina politica."

    alla fine i complotti ritornano sempre...

    Inviato da ilm — 11 Set 2007, 08:31

  11. A me piacciono i complotti, ma quello non è un complotto è un gossip...
    :-)

    A parte gli scherzi, credo che il commento di Wu Ming 1 sul post di nero abbia aiutato a capire quanto mi andava di dire: ovvero che a uno sbocco pop ci si poteva pensare meglio in questi anni, cercando di semplificare le cose, in alcuni casi anche semplificando, ma dando pur sempre una propria versione dei fatti, che le verità sono tante...
    Era più un rammarico. E la critica a Lucarelli, tentando di esprimere questo rammarico, andava facendo le pulci su un evento che è molto complicato e pieno di tante verità.

    La critica sui complotti andava in questa direzione: non siamo stati capaci (dico il movimento, ad eccezione di alcune riflessioni come quelle sugli immaginari (serpica, city of gods, ecc)) di leggere criticamente eventi, finendo per ammaliarci (e con gusto) di libri che anche riguardo anni passati, pur costruendo storie leggibilissime si inserivano in un canovaccio di lettura storica (dc-pci tanto per dirne una) che mi paiono semplicemente stantie (pur apprezzandole). L'invito era: perché la nostra storia non proviamo a scriverla noi? Tutto qui.

    Inviato da beirut — 11 Set 2007, 09:22

  12. Il modello "troppa cronaca poca indagine" ha esattamente la funzione di tentare di imporre una verità ormai data per storicizzata, contrariamente a quanto Lucarelli solitamente fa - e per vicende ben più remote nel tempo (per inciso:proprio su questo si appuntava la sua parodia).

    Ora, io non ho seguito nel dettaglio le vicende giudiziarie, ma la "teoria black-block" ("il messaggio è sempre quello") non reggeva già da prima. Essa infatti non spiega 1)le cariche al corteo del Carlini 2)le cariche al corteo del 21 (come già spiegato da Beirut) ma ancor più 3)l'assalto alla Diaz e 4)le vicende di Bolzaneto. Potrebbe apparentemente spiegare alcuni degli episodi del venerdì mattina, ma una ricostruzione attenta mostrerebbe come il "dentro/fuori i cortei ufficiali" da parte dei black bloc non fosse poi così magistralmente orchestrato come si vuol far credere.

    Le forze dell'ordine hanno lasciato fare, ben sapendo di poter sfruttare la cosa a loro vantaggio, come pretesto e copertura.

    Resta da chiedersi come tutto ciò, invece di alzare il livello della contestazione, abbia invece portato - come scrive FattoreX - ad un indebolimento del movimento. A mio avviso il problema, prima ancora che la mancanza di uno "sbocco pop di massa" (e forse causa di tale mancanza) è stato che persino molti di coloro che erano a Genova non sono stati in grado di capire che alcuni delle tematiche più radicali (semplifico: l'idea di uno "Stato di polizia") non potessero più essere lette in senso esclusivamente metaforico (del tipo: "sì ok, ma l'Italia è pur sempre un paese democratico, possiamo dialogare).

    Volendo essere un po' brutale: ma come cazzo ha fatto il "popolo di Genova" a finire a fare i girotondi?

    Inviato da sofx — 11 Set 2007, 18:31

  13. Sind wir nicht alle ein bisschen schwarzer block?!

    Inviato da billie — 14 Set 2007, 12:27

  14. Yes.Thats true.
    ariat boots

    Inviato da done — 04 Mag 2008, 13:31


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