beirut

21 Set, 2007

[Sarpi - Shanghai - Genoa] Muri da derbi, 3: Marciano Vink

Zú Qiú — Inviato da beirut @ 09:39
E allora ecco gli oggetti misteriosi.

Marciano Vink, un nome un programma, uno sfottò, arriva a Genova nel 1993, dal vivaio dell'Ajax, uno dei migliori dell'epoca. E' del Suriname, 1970 e sembrò un colpo di mercato niente male, visto che tutti i suoi compagni di squadra dell'Ajax da lì a poco avrebbero fatto sfracelli. Centrocampista, viene considerato una potenziale stella del campionato. Si dice che su di lui ci sia il Milan, già, perché in Olanda dicono sia l'erede di Rijkaard.

Marciano arriva con Vant Schip, Johnny, grande ala destra che quel fuori di testa di Maifredi si inventò terzino qualche anno dopo. Vink aveva sostituito proprio Vant Schip durante la semifinale Uefa dell'anno precedente giocata a Genova e vinta dai lancieri 3-2. Quell'Ajax avrebbe vinto la coppa Uefa e la Champions qualche anno dopo (contro Torino e Milan).

Vink esordisce e le mani nei capelli dei tifosi indicano ben presto la sua essenza, molto vicina alla classica “pippa”. Marciano addirittura una partita non viene schierato per motivi di sicurezza: allergico ai pollini si era curato con una medicina proibita dalle norme antidoping. Lento impacciato, piedi a banana, solo corsa e una capa pelata che lo rende immediatamente riconoscibile ad ogni cappella. Marciano, cristo, ma perché dobbiamo sempre farci prendere per il culo? - pensavamo noi genoani. Io lo elessi come mio calciatore preferito, ho sempre avuto la passione delle cause perse.

L'ha detto anche Lippi, l'ex ct della nazionale ed ex doriano: il derby spesso viene deciso da un insospettabile. Aguilera, per dire, nei derby non ha mai segnato. Così come il il marziano Alviero Chiorri, blucerchiato di fine 70 inizio anni 80. Due simboli, due giocatori sempre molto attesi. Mancini l'ha messa dentro varie volte, ma crescendo, le sue partite (nei derby) risultavano sempre nervose e opache. Il derby è una partita che blocca il vitello nello stomaco, pianta le gambe in terra, annebbia l'istinto. La palla brucia, il tifo è assordante e spesso anche i tecnici non riescono a trasmettere le indicazioni precise ai calciatori. Voglia di strafare mista a paura: un cocktail bestiale per un calciatore. Pato, prima di partire per l'Uruguay l'ha ricordato: Questa non è la partita di noi giocatori, è la partita della nostra gente. Ed è la partita che non si deve assolutamente perdere. Mai.

Marciano Vink è il tipico insospettabile. Scoglio sogna di recuperarlo e nel derby, assente Dan Petrescu, lo mette dentro dopo cinque partite consecutive tra panca e tribuna.

10 aprile 1994: è il derby di ritorno. I derby di ritorno di solito sono tortoni inguardabili, pareggi senza il ricordo di un tiro in porta uno. Quell'anno lì il Genoa ne veniva da una vittoria a San Siro (contro l'Inter, per 3-1) e da un pareggio interno con la Lazio (gol del mio idolo, Roberto Marisa Onorati). In panca, ça va sans dire, c'è Scoglio, rientrato ancora una volta a salvare la baracca, dopo lo sfortunato esordio di Maselli. Alla fine ci salveremo tra pareggini e sofferenza.

Marciano Vink si schiera con il numero 4. Al minuto 14 prende la palla nella nostra trequarti. La sua caratteristica era quella di stoppare, prendere una specie di rincorsa, e tentare uno sfondamento solitario mai riuscito. Quella volta invece saltò mezza squadra blucerchiata, uno slalom incredibile, e bucò Pagliuca in uscita. Poi continuò a correre fino ad arrivare sotto la Nord, incredula e gaudente. Corri Marciano!

Poiché era un derby di ritorno, esattamente un minuto dopo, non di più, Jugovic pareggiò. Il resto noia, con due palloni ognuno nella propria metà campo. Vink verrà dato l'estate successiva al Psv e di lui si perderanno per sempre le tracce. Il suo tabellino post Genoa è il seguente: Psv. Durante un barcellona Psv in uno scontro con Figo si farà parecchio male e si può dire che la sua carriera si chiuda esattamente lì, nel 1997. Finisce nel 99 nelle serie inferiori, nel Ado Den Hag, per concludere mestamente la carriera nell'Ajax Cape Town, in Sudafrica. Oggi fa il procuratore calcistico, pare.


Commenti

  1. il prossimo a questo punto sara' kazu? oppure il mediano donzella, inventato da onofri per un partitone clamoroso in uno degli ultimi derby in B e mai piu' schierato in prima squadra? il cognome era gia' tutto un programma.
    ma potremmo parlare anche di tabbiani...
    o del paratone di chokri el oauer che ci salvo' il culo nel finale del derby della "cartolina di francioso"? l'unica parata della sua, fortunatamente breve, carriera in rossoblu'...

    vabbe', il derby E' franco scoglio.
    e come disse Egli dopo il primo derby vinto nella sua carriera: ue' !ue'! ue'! :)

    Inviato da cauz. — 21 Set 2007, 10:01

  2. Ei cauz, guarda che kazu è il numero 2...di facce da derby...
    http://beirut.noblogs.org/post/2007/09/20/sarpi-shanghai-genoa-muri-da-derbi-2-kazu-miura

    chokri sarà il prossimo....-**
    b

    Inviato da beirut — 21 Set 2007, 10:05

  3. me lo ricordo...sembrava uno buono...

    Inviato da granata — 21 Set 2007, 14:41


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