beirut

23 Ott, 2007

[Genova] Commissione inchiesta, primo sì alla camera

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 10:24

Verificare se vi sia stata «una sospensione dei diritti fondamentali garantiti a tutti i cittadini dalla Costituzione» e soprattutto ricostruire «la gestione dell'ordine pubblico facendo luce sulla catena di comando e sulle dinamiche innescate che hanno provocato azioni violentemente repressive nei confronti dei manifestanti». Questi i compiti principali della futura commissione di inchiesta sui fatti del G8 a Genova nel 2001. Ieri dalla Commissione Affari Istituzionali della Camera è partito il via libera per la legge di istituzione della commissione monocamerale, con gli stessi poteri della magistratura, inclusa nelle promesse di governo dell'Unione e osteggiata da opposizione e parte della maggioranza (Udeur e Idv). Proprio da queste resistenze potrebbero nascere problematiche sull'approvazione definitiva alla Camera.
La notizia giunge nel giorno in cui a Genova il procedimento Diaz viene fermato un'altra volta: si ricomincerà il 7 novembre per consentire a Romano Raimondo, nuovo difensore dell'imputato Dominici, durante il G8 capo della Mobile genovese, di prendere conoscenza degli atti. Quello della Diaz è il processo alla polizia del G8 per eccellenza, nonché quello durante il quale alcuni agenti sono stati accusati di falsa testimonianza per la loro deposizione in aula. Come a loro è toccato a Colucci, ex questore ai tempi del G8, giunto a Genova a fornire una disarmante deposizione circa la catena di comando in quei giorni. Molti dei big della polizia presenti o collegati a Genova nel 2001 sono sotto processo o indagati, come l'allora capo De Gennaro: i nomi ci sono e se fossimo in una paese normale i vertici dell'allora polizia, dei carabinieri e dei vari Sismi e Sisde (che misero in giro bufale come quella del sangue contaminato nei palloncini), non sarebbero più, e ancora, in posizioni di comando. O in ascesa da tempo, proprio dal quel luglio 2001.
La Commissione di inchiesta sarà utile se avrà la forza di andare in questa direzione, tra mille dubbi sulle sue reali potenzialità. In primo luogo perché nel corso del procedimento Diaz, a parte Canterini e il suo allora vice, Fournier (quello della macelleria messicana), nessuno degli imputati ha parlato in tribunale, né sarà obbligato a farlo davanti ai 30 deputati prescelti. In secondo luogo perché i precedenti contano e una commissione di indagine fu aperta e chiusa già a tempo record dalla destra. Infine perché la vera esigenza di conoscenza, ovvero quello che manca sapere, o affermare sul G8, è la responsabilità politica e non solo operativa: bisognerà vedere se la commissione (che avrà dieci mesi come tempo massimo e non potrà spendere più di 50 milioni di euro) deciderà di puntare in alto o meno. Che si vada direttamente al nocciolo del problema è anche l'auspicio di Agnoletto, ex portavoce del Gsf: «Si individuino le responsabilità politiche di quelle giornate cilene, chi era ai vertici della catena di comando allora, lo è ancora oggi».
La notizia che rimbalza da Roma, sebbene l'iter sia ancora incerto, è comunque un segnale positivo in un momento delicato dei processi, soprattutto quello Diaz, per i continui attacchi delle difese dei poliziotti a procura e ai procedimenti. Graziella Mascia, vice presidente dei deputati del Prc e una delle prime firmatarie della legge, delinea i futuri compiti della Commissione: «E' evidente che in quei giorni c'è stata una sospensione dei diritti democratici ed è altrettanto evidente la necessità di ripristinare la verità. Non sarà una sede processuale, ma sarà un luogo dove ripristinare la verità attraverso l'accertamento delle responsabilità».

(da Il Manifesto) 



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