beirut

21 Feb, 2008

[Shanghai - Beijing + 127] Rivincite

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 06:06

Exit light
Enter night
Take my hand
Off to never never land

Mangiando anatra alla pechinese Ly e il suo amico attore mi spiegano che a noi occidentali interessano cose che a loro invece non interessano. Le critiche occidentali, le menate sulla democrazia. Vogliamo solo vivere bene, tranquilli ed in pace. Non importa se il Governo mente, finché salvaguarda la nostra unità a noi va bene, mi dice D., aspirante attore di fiction televisive. Una bella storia, interessante, emozionante e bizzarra. Chissà prima o poi la racconto. Communism is bullshit, but Communist Party is Great.

Chiaro. Non vogliamo fare la fine dell'Unione Sovietica.

La prima notte pechinese la passiamo nella zona di BackSea: un lago ghiacciato su cui si affacciano pub e locali. Decisamente diversi da Shanghai. Freddo, musica che proviene dagli interni. Colori tendenti al rosso, in un mix di luci e ombre mooooolto Beijing.

Entriamo in uno di questi locali, si chiama Sex and da City. Non so perché. Non so cosa c'entra il da. Insieme a noi ci sono una ragazza, altra attrice, vestita di rosso, come fosse in maschera, stivalozzi neri aggressive, trucco pesante e aria da bevitrice incallita. Con lei c'è il suo amichetto, un sudcoreano. Immediatamente scatta la sfida, per la rivincita dei mondiali del 2002. Ladri, gli dico. Lui ride.

Io prendo una birretta, loro ordinano - subito - una bottiglia di Jack Daniels. Sticazzi. Arrivano frutti e fiori e qualità. Io sono spaccato, sono sei giorni che non dormo. Giochiamo ai dadi, una sorta di tocchi genovesi, in cui bluffando devi indovinare cosa hanno gli altri sotto il loro bicchierino. Divertente, il primo turno, poi diventa un po' una mennata. Ma d'altronde non si può fare altro. La musica è alta, parlare non se ne parla. Si gioca. Se perdi, bevi. Too boring. Si cambiano le regole. Se perdi, devi ballare per un minuto. Il locale non è strapieno, occidentali di sessant'anni ballano con ragazzine. Gli italiani li riconosci subito: pensano che all'estero tutto sia possibile. Così individuo immediatamente un uomo che avrà cinquant'anni con pantaloni rossi, camicia aperta sul davanti, attaccattura dei capelli dietro le orecchie e capelli unti e bagnati. E lunghi, tipo il cantante degli Scorpions per intenderci. Disgusting. Sul bancone, dove siamo appoggiati, ballano alcune ragazze. Musica hip hop. Fumo, rumore, ma meglio di tanti pub shanghaiesi. Poi si cambiano di nuovo le regole. Se perdi balli, se fai un tot di punti puoi chiedere ad altri di ballare. E arriva il momento.

Non so come, non so perché cambia la musica. Metallica, Enter SandMan. Io e il coreano. Ci tocca. Solo che lui tazza da paura e sale sul bancone. Standind Ovation. I like Totti. Mentre la nebbia ci avvolge, it's pollution, man, torniamo a casa. Oggi faccio il turista.

E la nebbia quando cade
tra le braccia della sera
ci fa sentire come dei fantasmi
sopra una corriera.


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