beirut

14 Nov, 2008

[Sentenza Diaz] Nessun Dorma

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 05:14

Ieri sera ho atteso la sentenza Diaz. A Pechino era notte fonda. Nessuna sorpresa, qualche sera fa, nel gelo pechinese avevo provato a spiegare perché la sentenza sarebbe stata questa. Niente di che, è che avendo vissuto il processo, il comportamento del giudice appariva fin troppo esplicito in ogni decisione da prendere. Ho atteso lo stesso, ben sapendo che di sorprese ieri, ne avevo avute abbastanza. Complice la pettinata che ci hanno dato gli juventini (4-1) ero sveglio. E ho subito pensato: e adesso sono cazzi. Perché gli assolti del processo, sono il Potere. E se l'Italia non esiste, perché è un insieme di bande in lotta tra loro, quella parvenza di Stato si coccola e aiuta, quando serve, i suoi fedeli servitori. E per chi ha provato in ogni modo a mettergli i bastoni tra le ruote, ora arriva il tempo che non volevamo sognare: sucare di nuovo. I vertici attuali della Polizia hanno dimostrato di usare il loro potere mano a mano che hanno asceso i gradini della gerarchia. Hanno complottato, hanno tentato in ogni modo di farsi sentire durante il processo con intimidazioni, sfrontatezza (le molotov sparite dagli uffici reperti del tribunale), sotterfugi, trucchetti, arroganza.

Riposto qui quanto scritto dal mio socio. Si chiude una fase della nostra vita. E ora, al solito, Nessun Dorma.

Se non sapete di cosa sto parlando, andate a dare un occhiata sul sito di supportolegale, che stasera di tempo per la didattica non ne ho molto. Oggi si è conclusa una fase della mia vita che è durata circa 8 anni. Si è conclusa con una sentenza che a fronte di una storia che ormai tutto il mondo conosce assolve gli organizzatori di una rappresaglia premeditata che è costata quasi la vita ad almeno una decina di persone e la salute a molte di più. Certo i Canterini-boys sono stati condannati e alle vittime hanno dato 1000-2500 euro di danni. Una vera fortuna, no? Chissà quante caramelle si potranno comprare. Il tribunale di Genova, come era ormai palese considerato la condotta in aula del suo presidente Gabriele Barone (sempre molto accondiscendente con le difese degli imputati e molto intransigente con pubblica accusa e parti civili), ha lanciato un segnale chiaro nei confronti di tutti coloro che si degnino di ascoltare, un segnale di impunità e di connivenza con quella rappresaglia. Questa impunità costerà cara a qualcuno, perché tutti coloro che in questi anni hanno combattuto contro questi criminali in divisa sanno bene che per costoro la rappresaglia adesso è solo all'inizio.

La speranza è che la sentenza non insegni solo a questi signori che possono fare quello che vogliono tanto saranno protetti da Stato e Giustizia, ma che insegni anche a chi ancora pensa di lottare e partecipare alla vita politica del paese che c'è solo un modo per affrontare gli sbirri e non prevede una interazione democratica. Quello che dice la sentenza è questo. E forse era necessario che un atto che non c'entra con quello che accade quotidianamente inviasse un segnale chiaro di come si stanno mettendo le cose. La sentenza non è uno schiaffo al passato, ma una affermazione del presente e del futuro. Una lezione di storia che come tutte le lezioni utili non serve solo per quello che è già accaduto ma soprattutto per quello che accadrà. Il tempo per scegliere è ormai vicino e nessuno potrà pensare che basterà lasciarsi scorrere la merda che ci arriverà in faccia addosso perché tutto torni entro quella che ci piace chiamare normalità.

Imputato,
il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato.

Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato
il potere ti è grato.

Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.

Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?


Commenti

  1. nel conseuto marasma di commenti ne segnalo due di natura diversa.

    Bianconi sul Corriere dà sfogo alla teoria in auge da tempo e vagamente coniglia nel leggere le carte. La procura di Genova non ha mai creduto al Disegno. E' molto più semplice: si sono incazzati quando gli sbirri hanno "mentito". E piano piano hanno scoperto gli altarini. La Diaz, fu un sacco di cose, impossibile racchiuderla dentro a un disegno. Pietà, Bianconi...pietà.
    http://www.corriere.it/...-8d3c-00144f02aabc.shtml
    L'altro è di D'Avanzo (su Repubblica) e lo trovo molto più onesto, specie nel leggere l'importanza della polizia in situazioni "speciali". Non mi piace, al solito, l'allusione a infiltrati- bb, ecc. solite scuse per spiegarsi qualcosa di incomprensibile. Ma, come si dice a Genova, meglio di una ditata negli occhi.
    http://www.repubblica.it/...tto/vuoto-diritto.html

    Inviato da b. — 14 Nov 2008, 08:10

  2. Non riesco proprio a condividere il tuo ottimismo, ossia che da questa sentenza si possa imparare che esiste una strada non democratica e non dialogica per affrontare (e sconfiggere?) il potere. Al contrario mi pare che il messaggio chiarissimo sia "fatevi i cazzi vostri": la partecipazione politica non conduce da nessuna parte e si paga coi punti di sutura, i più forti vincono sempre, fanno carriera e vengono assolti e la maggior parte della gente vota berlusconi e se ne frega.

    Inviato da Francesca — 14 Nov 2008, 12:25

  3. ciao fra.
    ehm. non è ottimismo.
    un bacio a tutti (quasi) tre...:-)
    b.

    Inviato da b. — 14 Nov 2008, 15:52

Powered by LifeType