[Shanghai - Sarpi - Genova] La banalità dell'onestà: la visione della storia e i complotti a senso unico
Una
breve distrazione dalla Cina. Ieri sera è andato in onda su
Rai Tre il documentario di Lucarelli (lo scrittore, non il
centravanti) sul G8 di Genova. Io e il mio socio (e un terzo via
telefono) abbiamo smadonnato, inveito, la televisione stava per
finire nel cortiletto del palazzo. Poi stamattina al bar, un paio di
persone con cui solitamente al lunedì si chiacchiera di calcio
e calcio, hanno puntato la discussione dei “10 minuti di colazione”
sulla trasmissione di Lucarelli. Paura eh?
Insomma alla fine io ho ascoltato e loro mi hanno esaltato il Lucarelli, dicendo che per la prima volta era stato chiaramente mostrato come la polizia e i carabinieri avessero solo menato a Genova. Io annuivo. Poi hanno proseguito, “al black bloc gli hanno lasciato fare tutto e hanno menato gli altri”. E rieccoci allora. Il messaggio è sempre quello.
Rimane
dunque, dalla trasmissione di Lucarelli, qualcosa che tutto sommato
tutti avevano già digerito e sputato fuori a ripetizione: è
colpa del black bloc. Come direbbe Lucarelli, mettiamolo un attimo
da parte, ci torneremo. (Continua)
Mentre
in China impazza la 
«È
nostro dovere spazzare via le informazioni che sono dannose per il
pubblico e nocive per l'ordine sociale», sostiene Zhao Hongzhi,
vicedirettore dell'ufficio per il controllo di Internet della polizia
di Beijing. Tra i siti da censurare, Zhao indica «quelli che
incitano alla secessione, promuovono la superstizione, il gioco
d'azzardo e la frode» oltre a quelli pornografici.
Io
l'ho visto: era piccolo, non sembrava neanche rosa, sembrava bianco.
La strada era deserta, c'era una luna abbastanza luminosa e al solito
non c'erano stelle. L'aspetto surreale era che un lieve vento muoveva
tutte le cartacce lasciate per terra da tutti gli zozzoni che
precedentemente avevano mangiato sui marciapiedi, come si usa qui a
Wuxi. Ma non c'era nessuno. Solo un taxi è passato sfrecciando
e lui quasi si è nascosto, proprio lì, nei pressi del
negozio “All Day”. Annusava qualcosa, forse qualche avanzo o
forse leccava qualche cartaccia o odorava i mille mozziconi di
sigaretta per terra. Poi a un certo punto, come se mi avesse visto,
ha preso veloce la strada sulla destra, quella che porta verso la
stazione. Io ho inciampato, stanno facendo troppi lavori a Wuxi e
l'ho perso di vista. Mi sono appoggiata al muro ero anche un po'
ubriaca. Mi sono accesa una sigaretta e li ho visti. Erano tre: due
poliziotti e un uomo in pantaloncini corti, sigaretta in bocca e una
maglia da basket, rossa. Correvano e urlavano. L'uomo con la
sigaretta parlava da contadino, si muoveva da contadino, si vedeva
chiaramente che non era uno di qui. Parlava ai poliziotti con timore,
anche in una situazione in cui avrebbe dovuto dare lui gli ordini.
Dopo
12 anni guardo la classifica di A e ci trovo il Genoa. Siamo già
belli bassi, ma non è una novità. Nel 1983 ero nella
Nord. Zico a una certo punto fece una finta a Ruspa Testoni. Io e gli
altri nella Nord, ancora prima di Ruspa, eravamo tutti per terra da
una parte. Zico dall'altra era entrato in area e aveva appoggiato in
rete. Era finita 0 a 5. 