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[Pechino] Insofferenti di Cina

Quelli
come loro li chiamo
insofferenti.
Insofferenti
a
tutto
:
alla società, alle regole, alle divise e alle logiche della
malavita organizzata. In comune gli insofferenti hanno il destino
fottuto.
O
morti, o in galera
.
Per morirci o per uscirne quando ormai è troppo tardi.

E’ inutile cercare
spiegazioni psicologiche sull’agire degli «insofferenti».
Sono solo scelte solitarie di ribellione votate alla sconfitta. E
l’insofferente è un perdente che non riscuote nessuna
simpatia. Nelle redazioni dei giornali si fanno i salti mortali per
costruire un personaggio dalle attitudini criminali di alto profilo.
In realtà è lampante che spesso l’insofferente è
solo un
balordo
specializzato
in uffici postali, con qualche conoscenza in quella mala che ha
frequentato nelle patrie galere o nei bar di provincia.

Quando
in Italia
"Lupo"
Liboni
uccise
un carabiniere e finì per essere ucciso, si era scatenata la
battaglia mediatica: il mostro dell’estate. Era il 2004. Era nel suo momento di acme la saga dei processi in
diretta, gli appostamenti dei giornalisti, i plastici, mestoli e biciclette, i vicini di Erba, ma anche irumenituttistupratori, le storie di vita a senso unico, la paura, i maglioncini dello psicologo bell’uomo che piace al pubblico, lo sguardo da fuori di testa del criminologo e l’immancabile gusto per i retroscena un po’ da prurito. Nel 2004 in ogni caso, ci fu una autorevole voce dissonante.
Massimo Carlotto, lo scrittore, produsse un editoriale sul Manifesto, de core e di testa, cervello, parole precise e senso immediato. Carlotto
appellò Liboni come un insofferente, tratteggiandone un ritratto di vita che smentiva il circo mediatico da prima serata. La banalità di qualcosa che può trasformarsi in mito. E infatti: su muri e
documenti si cominciarono a leggere scritte inneggianti alla fuga del
Lupo, come era soprannominato Liboni. A Reload
gli dedicammo un folder
ad hoc

In
Cina qualche mese fa, ero a Shanghai, arrestarono un uomo che, dopo
essere stato pizzicato dai pulotti, aveva ucciso 7 di loro in un
commissariato
. La sua vicenda, pur senza fuga, mi ha ricordato
l’insofferente Liboni. Ieri è stato condannato a morte,
un epilogo che forse lui stesso aveva cercato in anticipo durante la
sua azione nel commissariato. Quello che potrebbe sembrare strano, e
che mi ha sorpreso qui in Cina, è che il tipo, 28 anni, è
diventato un idolo sui blog e nel tam tam on line di molti
giovani cinesi. Perché in precedenza era stato arrestato e
picchiato
: da quelle botte aveva avuto in cambio alcuni problemi
fisici non da poco. Infine il gesto nel commissariato e la condanna
alla pena capitale. Tutto
sotto silenzio, perché sul web tutto è stato
cancellato: 40 bloggers che avevano diffuso la notizia del precedente
pestaggio subito dal tipo, sono stati arrestati. E
proprio in questi giorni un nuovo pestaggio (a morte) dei poliziotti
cinesi
ha creato un altro piccolo scandalo.

Che
gli insofferenti continuino a correre.

Posted in Pizi Wenxue.


3 Responses

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  1. b. says

    ajorn…:-) eh mo’ scrivo, ma come si dice, sono stati sono giorni di finestre adornate, canti di stagione, sono state giornate furibonde, senza calma di vento, solo passaggi e passaggi, passaggi di tempo…:-)

    opinionista! anvedi che te mando il numero pechinese. boh riambientato è una parola grossa. e poi mi manca la Nord…:-P
    a presto!
    b.

  2. opinionista says

    ohhhhh simo!
    allora che aria tira la?
    te sei riambientato?!
    qui frana tutto, almeno prima c’avevo il calcio che me dava soddisfazioni invece st’annoè una lenta agonia :p
    ma infondo a differenza de tanti giovincelli che me stanno attorno allo stadio io so abituato a tutto 😉
    ho visto de peggio.
    ho vissuto di molto peggio.

    vabbe’ te saluto e sentimose va.
    hai cambiato il numero di telefono?

    abbracci

  3. ajorn says

    :)))))
    beh!
    non scrivi piu’ un cazzo??
    cos’e’
    dai scrivi cazzo!!!
    :))