[Sarpi - Shanghai +66] La ragazza è senza nome, di Dian Guang Blackswift (2-fine)
***Hey, hey la prima parte è qui...Dove si racconta di una ragazza a Beijing che ordisce un piano. Ma un piano non è tale senza un complice, consapevole o inconsapevole....***
Sa
troppo poco di inglese, ma forse quello che ha appena visto scendere
dal taxi potrebbe essere la sua soluzione. Una come lei non si può
accompagnare a qualcuno di elegante, né a qualcuno di
vistosamente straniero. Passano certe facce, gli occidentali pensano
che qui in China si possono vestire o comportare come vogliono. Gente
in pantaloncini corti nei templi, donne mezze nude nei pub. Cappelli,
ciabatte, foulard, tutte cose che è convinta non userebbero
mai nei loro paesi, nella loro vita quotidiana. E soprattutto non
andrebbero mai da Hooter. Ma in China ognuno si sente libero, tranne
i cinesi. Ma questo quando si è qui non conta, tutti a dire
che bello il vostro paese, poi tornano e parlano di censura, ma
quando sono qua tutto è bello, libero, avete voglia di vivere,
si vede, le aveva detto un ragazzo in un pub qualche tempo prima. Che
mondo stava guardando quel coglione col berretto da baseball?
Mettitelo in culo. Pigu. (Continua)
Okla,
due post in una giornata che a dieci giorni dal mio ritorno in Idaly,
mi stanno massacrando, complice il clima terribile di questi giorni. 



