beirut

11 Apr, 2008

[China] Il Maestro della Notte

Pizi Wenxue — Inviato da beirut @ 17:24

La copertina non è male. In questo giorno interlocutorio, in fatto di fonti interessanti on line, riprendo il discorso sulle letture cinesi. Dopo i saggi e English, Mo Jan e Yu Hua (il mio preferito) e tanti altri, Spaghetti cinesi e romanzi di scrittrici cinesi, ecco Il Maestro della Notte, di Bai Xianyong, Einaudi. In copertina il consueto slogan così così: il romanzo della gioventù bruciata cinese.

Il romanzo è interamente ambientato a Taiwan. Nella notte di Taipei, nelle sue luride, lugubri e allo stesso tempo vitali scorciatoie di vita e morte, sconcezze, orgasmi e nude romanticherie. E' la storia di un Maestro e mille incontri, così sempre uguali e così, ogni volta, diversi. Tante storie e la consueta caratteristica che mi pare di avere riscontrato in molti autori cinesi.

Ovvero, la capacità di affacciarsi al presente e ai suoi temi più problematici, con plot e dinamiche di trama non distanti dagli autori occidentali, ma che mantiene intatto uno stile narrativo e di metafore, immagini, espressioni, sfrontatamente e tipicamente cinesi in cui rivedono persone e situazioni reali, per chi ha potuto sostare qualche periodo in Zhong Guo.

Espressioni, volgarità, modi di dire e l'arte di narrare affidandosi a scorci, a immagini: impossibile descrivere tutto, impossibile vedere solo una parte del tutto. Come diceva Mao, senza inventare niente, ma inserendosi nel solco della millennaria cultura cinese, in tutte le cose, l'uno si divide in due. Sintomo di strade cinesi, per valori e idee solo avvicinabili a istanze occidentali, ma mai realmente convergenti e identiche. Valori e proverbi che dimostrano la difficoltà a comprendere un paese così diverso, nelle affermazioni e nelle negazioni, così come nelle reazioni al divenire della storia. O, come accade ne Il Maestro della Notte, della vita.

Mille storie si avvolgono – e si dividono in due, e ancora in due, e ancora - intorno alla notte di Taipei, luogo deputato a raccogliere gli umori di giovani e meno giovani, costretti a vivere di notte. L'omosessualità – e il viversi l'omosessualità in Cina – non è protagonista del libro, sebbene sia l'elemento che ha determinato una prima censura in Cina e a Taiwan del libro: l'omosessualità appare più l'elemento che fa da sfondo, provocatoriamente considerato scontato e che unisce: è l'elemento semplicemente previsto (i protagonisti principali sono tutti omosessuali) di drammi e sterili successi o ritorni a una vita normale, che si aggrappano a speranze di volta in volta vane e vagamente surreali. Vecchi, bambini, ricchi, poveri. Un universo privilegiato per chi ne conosce ogni anfratto, clamorosamente incolore per chi non sa cogliere tutte le sfumature della notte.


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